Rita Dalla Chiesa si racconta in “Mi salvo da sola”: «Amore e forza, questa sono io
di Ferruccio Gattuso

Rita Dalla Chiesa si racconta in “Mi salvo da sola”: «Amore e forza, questa sono io

In copertina, l'essenziale: il viso di Rita Dalla Chiesa oggi. Perché è oggi che la celebre giornalista e conduttrice televisiva ha finalmente deciso di raccontare molto di sé. Della sua parte di vita di donna. Lo fa in Mi salvo da sola (Mondadori), racconto autobiografico che parte da una stanza da bagno, in una dolorosa nudità.



«Quando tornai a casa dopo aver saputo della morte di papà, mi rannicchiai sotto la doccia, e ci rimasi tutta la notte. Quella sera, avevo camminato in solitudine al Giardino degli Aranci, il luogo che amo di più di Roma, la mia città. Non volli parlare con nessuno, nemmeno con gli amici venuti sotto casa per darmi conforto. Non piansi, quel giorno».

L'attentato mafioso che a Palermo il 3 settembre 1982 portò all'assassinio del generale Alberto dalla Chiesa e della seconda moglie, Emanuela Setti Carraro, fu uno shock per l'Italia. E per la figlia Rita, allora 34enne, fu forse il primo momento in cui comprese che nel viaggio della vita si sarebbe dovuta salvare da sola. «Periodicamente mi hanno chiesto di scrivere questo libro, ma non era mai il momento giusto. Avevo un certo pudore. Poi le parole sono venute a cascata. E a chiusura di ogni capitolo piangevo».

I ricordi di quel barbaro assassinio cedono il passo, tra gli altri, a quelli di un'altra persona che ha segnato la vita di Dalla Chiesa: Fabrizio Frizzi. Una storia d'amore che sfidò, agli inizi, la differenza di età e poi, quando si concluse, i luoghi comuni: «Quando firmammo le carte del divorzio io e Fabrizio ci tenevamo per mano». Restarono amici e confidenti. «C'è amore e forza, per me, in ogni parola. Questa sono io».

Rita Dalla Chiesa, Mi salvo da sola, Mondadori, 216 p, 18 euro
 
Martedì 30 Aprile 2019, 05:01
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