Vittorio Spada ai domiciliari viene accolto dai fuochi d'artificio: i magistrati lo rispediscono in carcere a Rebibbia

Vittorio Spada ai domiciliari viene accolto dai fuochi d'artificio: i magistrati lo rispediscono in carcere a Rebibbia

Una accoglienza che non poteva passare inosservata. Fuochi d'artificio e mortaretti per dare il «benvenuto» a Vittorio Spada, nome di primo piano del clan omonimo attivo ad Ostia, al suo arrivo ad Isernia dove avrebbe dovuto scontare ai domiciliari una condanna a sette anni di carcere. Una iniziativa che ha sorpreso tutta la città ed è costata carissimo a Spada, rispedito dai magistrati nel carcere di Rebibbia, a Roma.

 

Spada, condannato per reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, era giunto ad Isernia la sera del 14 aprile, proveniente dal carcere di Frosinone. Per lui la comunità nomade del popoloso quartiere di San Lazzaro ha organizzato una vera e propria festa di Piedigrotta: «vistosi fuochi pirotecnici, uditi e visti in tutta la città», hanno affermato i carabinieri, anche tenuto conto del coprifuoco anti-covid. I militari dell'Arma sono arrivati sul luogo della «festa» quando era ormai alle battute finali, ma le sorprese non erano finite. I carabinieri, che erano a conoscenza dell'arrivo di Spada, hanno infatti eseguito un controllo nell'abitazione dove il capoclan avrebbe dovuto scontare la condanna e lo hanno trovato impegnato in una cena che gli stessi investigatori hanno definito «sontuosa», assieme ai suoi familiari.

 

Dalle indagini è emerso che i fuochi pirotecnici e la cena luculliana erano stati organizzati proprio per richiamare l'attenzione del quartiere e della città in occasione dell'arrivo di Spada. I carabinieri hanno quindi segnalato il tutto all'autorità giudiziaria. È stata la Corte d'Assise d'appello di Roma a ordinare la revoca degli arresti domiciliari e a disporre la custodia nel carcere di Rebibbia. Dove Spada è stata accompagnato ieri. La vicenda di Isernia ricorda, per il clamore suscitato, l'episodio dei funerali show organizzati nell'agosto del 2015 in onore di Vittorio Casamonica, boss del gruppo criminale imparentato proprio con gli Spada. Un vero e proprio evento con tanto di feretro trasportato a bordo di una carrozza trainata da cavalli e la musica del «Padrino» ad accompagnare il corteo funebre. All'esterno della chiesa di Don Bosco, nel quartiere Tuscolano a Roma, venne appeso un manifesto con la scritta «Re di Roma», insieme a un fotomontaggio raffigurante il Colosseo accanto alla Basilica di San Pietro e l'immagine dell'uomo vestito di bianco con un crocifisso. In cielo un elicottero da cui venivano lanciati petali di fiori. 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 21 Aprile 2021, 18:08
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