Omicidio di Serena Mollicone: il maresciallo dei carabinieri, il figlio e la moglie incastrati dalla perizia

Serena Mollicone uccisa in caserma. Nel corso di una lite sbattuta con la testa contro una porta dell’alloggio di servizio dell’ex maresciallo della stazione di Arce.
E’ stata depositata, nella giornata di lunedì, l’informativa conclusiva in Procura a Cassino, nella quale vengono tratteggiate le ipotesi a carico dell’ex marresciallo Franco Mottola, di suo figlio Marco (il quale avrebbe avuto un alterco con Serena) e di sua moglie Annamaria. Uno dei tre avrebbe colpito Serena e poi il corpo sarebbe confezionato e abbandonato in un boschetto di Anitrella.
Tutti accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Indagati anche due carabinieri in servizio nel 2001 ad Arce, Vincenzo Quatrale, accusato di concorso morale nell’omicidio, e Francesco Suprano, di favoreggiamento.
 
 




Oltre a Marco Mottola, risultano indagati il padre Franco, ex maresciallo dei carabinieri, e la madre Anna, con l’accusa di concorso morale nell’omicidio e per istigazione al suicidio del brigadiere Tuzi, il luogotenente Vincenzo Quatrale, e con quella di favoreggiamento l’appuntato Francesco Suprano.
 
 


Serena Mollicone scomparve da Arce, piccolo centro in provincia di Frosinone, il 1° giugno 2001 e venne poi trovata priva di vita, con le mani e i piedi legati e la testa stretta in un sacchetto di plastica, in un boschetto ad Anitrella, frazione del vicino Monte San Giovanni Campano. 
 


Dopo la cosnegna di quest'ultima perizia, le indagini sull'omicidio di Serena Mollicone, coordinate dal sostituto procuratore di Cassino Beatrice Siravo, si avviano al termine. 
Ultimo aggiornamento: 17:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA