Roma, al Salotto delle Alchimie un’osteria contemporanea con champagne cocktail: la nuova vita di Terrazza Euclide
di Sabrina Quartieri

Roma, al Salotto delle Alchimie un’osteria contemporanea con champagne cocktail: la nuova vita di Terrazza Euclide

Si veste di atmosfere mistiche ed esoteriche Terrazza Euclide, presentandosi come il regno capitolino dell’enogastronomia e della mixology elevate a “oro”, proprio come se la pietra filosofale avesse trasmutato cibo e miscele nel prezioso metallo. La nuova insegna del “dehors pensile” di via Flaminia Nuova, infatti, ha un nome inequivocabile: Salotto delle Alchimie. Un roof garden come tanti, a prima vista, ma con la promessa di offrire esperienze multisensoriali quasi ultraterrene, tra delizie nel segno della tradizione, bollicine raffinate e cocktail composti ad arte. Titolari del locale sono tre soci, tutti di Roma e provincia: Alessandro Asoli, Amelio Babbini (alias Peo) e Luigi Guarasci, che spiegano: «È una location con molte potenzialità, per questo l’abbiamo scelta. Lo spirito qui è quello di un loft dove sentirsi a casa, per ascoltare buona musica, mangiare e bere bene. Abbiamo una carta dei vini importante e puntiamo anche tanto sulla miscelazione, avendo uno staff di grande competenza». 

 

 

 

Della squadra fa parte Paolo Antonico, romano e Bar manager del Salotto delle Alchimie, che racconta: «Qui abbiniamo dei drink classici allo champagne, per esaltarli. Presto, li potrete trovare in carta. Sono gli champagne cocktail, ideati per unire le due anime del beverage del locale. E poiché abbiamo notato che i palati di chi vive a Roma nord prediligono il dolce, proponiamo ad esempio uno spritz con liquore di bergamotto e ginger beer, o anche un cocktail con una base gin e fiori di sambuco». Le porte della Terrazza di via Flaminia nuova aprono allo scoccare della “golden hour”: poco prima del tramonto, l’ambiente si accende di luce dorata, irrorando di tepore i luminosi spazi del ristorante, della champagneria (in una saletta separata) e del cocktail bar. Sono loro a regalare ogni giorno della settimana e a partire dalle ore 18 e fino alle ore 2, generosi “elisir di spensieratezza, allegria e gusto”, pensati come una panacea dei mali odierni dovuti alla pandemia. Rendere accogliente l’atmosfera è compito degli arredi: il design è moderno, ma le nuances dei rivestimenti di pareti e poltrone, sono calde, con le tonalità dell’ocra, dell’arancione e del verde scuro.

A dominare nei decor è il legno, che si riflette tra le trasparenze della copertura che lascia intravedere il cielo di Roma. Ancora: una schiera di comodi sgabelli dalle linee definite per il bancone riservato alla mixology, le lussureggianti kenzie scelte per dare un tocco raffinato agli interni e degli irriverenti quadri in stile pop firmati Nina face club, delineano al massimo la personalità “cool” del locale. Il ristorante voluto per il Salotto delle Alchimie premia la tradizione della cucina italiana, unita all’innovazione nelle tecniche di cottura e non solo di chef Gabriele Cordaro. Un capo brigata romano, classe 1985 che, in passato, ha affiancato grandi maestri come Giulio Terrinoni e Cristina Bowerman, per andare poi alla corte di Massimo Bottura a Modena (da Osteria francescana, tre stelle Michelin), passo che gli apre le porte de La Pergola, con lo chef tre stelle Michelin Heinz Beck. Gabriele indossa con orgoglio 13 tatuaggi. Il secondo di essi è legato alla sua passione per la cucina: si tratta del Jolly Roger, la bandiera dei pirati, che però sulla sua pelle ha il cappello da cuoco e la scritta “the dark side of the kitchen”.

«È una frase che mi ripeteva sempre la Bowerman, quando ero da lei, perché lavoravo con rigore, ma con un atteggiamento sempre un po’ rivoluzionario e poco incline agli ordini», confessa lo chef, che aggiunge: «Per me lei è stata molto importante nella formazione, mi ha insegnato la differenza tra essere uno chef esecutore e uno di cucina che si prende le responsabilità di sperimentare e di dirigere la brigata». Da Terrinoni, prima di lei, Gabriele ha imparato il rispetto per il pesce, poi da Bottura ha aperto la mente in una maniera esponenziale, cimentandosi nelle tecniche, e acquisendo la capacità di sentire un piatto in bocca, già solo immaginandolo. Da Beck ha invece appreso come gestire lo stress: «Lo chef ha un grande carisma e una forte preparazione manuale. Sono uscito dalla porta de La Pergola che sapevo lavorare al meglio la materia prima», spiega Cordero. Oggi, la sua cucina è diretta e non di facciata. Il menu è raccontato con semplicità senza sofisticazioni. Si cerca di far parlare il cibo. I sapori sono riconoscibili, gli ingredienti non più di quattro per piatto. In ogni portata c’è sempre un elemento acido, per stimolare le papille gustative. 

La carta, a base di prodotti freschi e stagionali (spesso provenienti dai presidi Slow Food), è pensata per dare anima a quella che si presenta come una vera e propria osteria contemporanea. Si parte dall’aperitivo, che unisce le chips e le mandorle sabbiate salate ai gamberi fritti. Si prosegue con la cena, dove tra gli starter troviamo: Uovo pochè, gorgonzola, galletti e nocciola; o, ancora, degli insoliti Occhi di canna fritti, porro e maionese al pomodoro. Tra i primi, convivono il Risotto di coda alla vaccinara e i Ravioli alla genovese di polpo, mentre tra i secondi si contendono lo “scettro” di piatto preferito cinque portate, dal Dentice alla Nerano al Polpo fritto all’arrabbiata e cicoria. Dulcis in fundo, i dessert, che si dividono tra ricette classiche come il Tiramisù e le loro versioni rivisitate, vedi La nostra Torta della nonna. Per gli amanti del cocktail pairing, basta rivolgersi ai bartender, “alchimisti” nell’arte di mixare miscele, da consumare anche prima e dopo cena, con sottofondo musicale. Dal Bar de Venoge, invece, arrivano le dorate bollicine d’oltralpe, da provare altresì mentre si assaggiano Taglieri gourmet e Bloc de foie gras nel corner d’ispirazione parigina. Imperdibile, per i cultori, è lo Champagne Luigi XV, disponibile nelle annate 2008, 1996 e 1995. È la bottiglia creata dalla cantina de Venoge in onore del monarca “mecenate” del pregiato vino francese!


Ultimo aggiornamento: Giovedì 7 Ottobre 2021, 09:38
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