Roma, tutto Lucio Dalla in mostra all'Ara Pacis: dal 22 settembre al 6 gennaio "Anche se il tempo passa"

Roma, tutto Lucio Dalla in mostra all'Ara Pacis: dal 22 settembre al 6 gennaio "Anche se il tempo passa"

di Valeria Arnaldi

Prima, gioco d’infanzia e talento naturale. Poi sogno, arte, visione. Anche memoria e racconto di sé. È, inevitabilmente, la musica a fare da filo conduttore della mostra “Lucio Dalla - Anche se il tempo passa”, la prima sul cantautore, che, a dieci anni dalla morte, dopo il successo della tappa bolognese, giunge a Roma, al museo dell’Ara Pacis, dove sarà ospitata dal 22 settembre al 6 gennaio. D’altronde, come amava sottolineare lo stesso artista, a 17 anni era «già a Roma a fare musica». 

E ora la Capitale lo omaggia e si fa anche chiave di lettura del suo percorso e delle sue visioni musicali, con una sezione inedita, “Dalla e Roma”, dedicata, appunto, al rapporto tra il cantautore la Capitale. Organizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare e curata da Alessandro Nicosia con la Fondazione Lucio Dalla, l’esposizione riunisce documenti, foto, dischi, video, oggetti, abiti di scena, cimeli, locandine di film - molti i materiali esposti per la prima volta - nonché la ricca collezione di cappelli e berretti di Dalla, andando così a comporre un’articolata immagine dell’artista, in cinquant’anni di carriera, ma prima ancora dell’uomo, nelle sue espressioni ed emozioni più intime. «Mi piace la vita, mi piace giocare, ridere, scherzare ma anche lottare», diceva Dalla. Oltre dieci le sezioni nel percorso, dallo sguardo sulla famiglia e sulla sua infanzia al clarinetto, fino a un “magico” incontro con il Dalla artista a tutto tondo. E ancora cinema, teatro, televisione, perché, cantante e compositore, perché Lucio Dalla è stato anche regista teatrale, showman televisivo, attore, scrittore e gallerista. 
A dare la misura della generosità di sguardo e animo sono anche gli “®incontri”. Nella sezione “L’Universo Dalla”, decine di foto che lo vedono con personaggi della cultura, cantanti, collaboratori e un’ “enciclopedia” di oltre 250 nomi di suoi amici o persone con le quali ha lavorato. Un ritratto intenso, tra poetica, filosofia, passione. Perché, come cantava, «a modo mio quel che sono l’ho voluto io».


Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Settembre 2022, 07:00
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