Roma, Harry Greb e l'opera all'asta per i clochard: «Aiutarli di persona è stata un'esperienza unica»
di Enrico Chillè

Roma, Harry Greb e l'opera all'asta per i clochard: «Aiutarli di persona è stata un'esperienza unica»

Il celebre street-artist capitolino racconta a Leggo l'esperienza vissuta in prima persona

Street art e solidarietà a Roma. Il celebre artista Harry Greb, che ha esposto la sua prima mostra ‘In Your Face’ all’Exclusive Urban Art Gallery (fino al 15 gennaio in via della Reginella, 1A), è stato protagonista di una lodevole iniziativa benefica.

 

 

 

Una delle sue opere, dedicata ai senzatetto, è stata battuta all’asta e con il ricavato sono stati acquistati diversi beni di prima necessità, che lo street-artist ha poi distribuito personalmente ai clochard che vivono intorno alla stazione Termini. Harry Greb si è contraddistinto per la notevole varietà di opere, dalla grande valenza sociale fino a quelle che seguono la stretta attualità (come il celebre murale raffigurante José Mourinho a bordo di una Vespa, all’indomani dell’annuncio del tecnico portoghese come nuovo allenatore della Roma). A Leggo, l'artista racconta l'idea e le emozioni vissute durante la consegna dei viveri ai clochard della Capitale.

 

Come è nata l’iniziativa?
«Ho messo in palio una mia opera inedita, facendo una sorta di lotteria. Tutti i proventi sono andati interamente in beneficenza. Insieme a Nicole e Federico, i proprietari della galleria, abbiamo selezionato le opere da esporre e alcune sono inevitabilmente rimaste fuori. C’era anche questa e da lì ci è venuta l’idea di sfruttarla per fare del bene. Il giorno dopo la raccolta, siamo andati personalmente alla stazione Termini per distribuire tutti i beni di prima necessità a chi ne aveva bisogno».

 

Che tipo di esperienza è stata?
«Assolutamente unica, toccante e da ripetere. Siamo partiti da un semplice disegno e siamo riusciti a dare un minimo di sollievo a queste persone. Qualche gesto per aiutare il prossimo l’abbiamo fatto tutti, ma farlo in prima persona, andando lì e vedendo gli occhi di quelle persone, è stato qualcosa di eccezionale. Ho visto molta gratitudine nei loro occhi e mi ha colpito che tra di loro erano tutti molto solidali, si dividevano quei beni. Lì ho incontrato anche altre persone che facevano volontariato, c’è molto altruismo tra la gente, probabilmente meno a livello politico, visto che manca la volontà di creare delle strutture di accoglienza. Queste persone sono un po’ abbandonate, poi durante i mesi invernali purtroppo accadono delle tragedie e allora ci si ricorda. Non accuso nessuno, anzi, sul banco degli imputati metto per primo me stesso. Andare lì in prima persona è stato molto importante, si capisce il bisogno e la gratitudine di queste persone».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Dicembre 2021, 18:24
© RIPRODUZIONE RISERVATA