Roma, cuscino e sigaretta: il consigliere si collega sdraiato sul divano. «Mica stavo a dormì...»

Roma, cuscino e sigaretta: il consigliere si collega sdraiato sul divano. «Mica stavo a dormì...»

Sdraiato sul divano, un cuscino dietro la nuca. Qualche minuto dopo, sempre sullo stesso divano, si fuma una bella sigaretta. No, non è l'immagine di un lavoratore che è tornato a casa dopo una dura giornata in ufficio.
Sono immagini che arrivano invece dal Consiglio comunale della Capitale d'Italia.

L'Assemblea capitolina - vista la situazione della Pandemia - si riunisce in remoto, ogni consigliere quindi si collega con un device dal proprio ufficio o dalla propria abitazione. La stragrande maggioranza lo fa in maniera consona: giacca e cravatta. Altri hanno un approccio più rilassato, magari si inquadrano da casa, con un semplice maglione. Altri ancora, preferiscono un approccio eccessivamente rilassato, quasi sguaiato, di certo non all'altezza del ruolo che ricoprono.


È il caso del consigliere Alessanro Luparelli, della lista Sinistra civica ecologista - per il quale lavorare da casa evidentemente ha un significato da cogliere alla lettera: il Consiglio comunale vota e discute emendamenti, lui si sdraia sul divano, fuma, si mette comodo aggiustandosi un cuscino in più collocato dietro la nuca. Scene che - sinceramente - preferiremmo non vedere da chi rappresenta Roma.


«Ma sono più dieci ore che siamo collegati» - prova a giustificarsi Luparelli. E poi aggiunge: «Non è che stavo su una cosa comodissima, mica stavo a dormì... Ora sono in Consiglio, non posso parlare. Stiamo andando ad oltranza». Il tutto proprio mentre i consiglieri comunali di Roma lavorano alacremente ad una bozza di delibera che - come scriveva Lorenzo De Cicco sul Messaggero di qualche giorno fa - dovrebbe aumentare il loro stipendio in maniera sensibile.


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Ultimo aggiornamento: Giovedì 13 Gennaio 2022, 18:12
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