Roma, consiglieri online? Basta divani di casa e auto in corsa, ci sarà lo sfondo unico
di Lorena Loiacono

Roma, consiglieri online? Basta divani di casa e auto in corsa, ci sarà lo sfondo unico

Meglio stendere un velo pietoso. Anzi, mai come in questo caso meglio attivare uno sfondo digitale uguale per tutti: almeno si evitano le brutte sorprese in diretta. 
Nel consiglio comunale della Capitale, infatti, dopo la denuncia di Leggo arrivano le regole di buona educazione da seguire per partecipare agli incontri a distanza.
E così, come accade con i bambini durante la dad, anche i consiglieri comunali hanno preso una sonora tirata di orecchie per il comportamento tenuto durante le sedute a distanza. 
Qualche giorno fa, dalle pagine di Leggo, è stato segnalato l’atteggiamento a dir poco fuori luogo del consigliere Alessandro Luparelli, di Sinistra Civica Ecologista, che durante il consiglio comunale si collegava da casa sdraiato sul divano e, ogni tanto, si aggiustava anche il cuscino dietro la testa, e di Lavinia Mennuni, consigliera di Fratelli d’Italia che si collegava in commissione Turismo mentre era alla guida dell’auto. 


La presidente d’Aula, Svetlana Celli, commentando l’accaduto, aveva assicurato che avrebbe preso provvedimenti. Nell’incontro con i capigruppo ha ribadito l’importanza di mantenere un comportamento sempre adeguato al ruolo che si ricopre, anche quando si è online. Le sedute a distanza servono a garantire la sicurezza in tempi di Covid, ma non giustificano di certo atteggiamenti eccessivamente rilassati. Le raccomandazioni di bon ton sono arrivate una seconda volta, sempre ai capigruppo, che poi le hanno riportate ai loro consiglieri. Ma per evitare ulteriori scivoloni, è stato proposto l’utilizzo di uno sfondo digitale uguale per tutti: per ora molti hanno adottato la modalità sfumata. «Nel rispetto della privacy ma anche - assicurano dall’Aula Giulio Cesare - per evitare che ci siano altri sfondoni, come si dice a Roma. Ma non tutti la pensano così: anzi c’è stato chi, alle parole della Celli, ha difeso il comportamento di Luparelli dicendo che “non stava facendo niente di male” e che l’importante, in fondo, “è la sostanza”. La sostanza è che, per far rispettare il decoro in Campidoglio, è stato necessario il vademecum della buona educazione.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 28 Gennaio 2022, 12:32
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