Peste suina a Roma, tre nuovi casi. L'ordinanza del commissario straordinario: «Dobbiamo evitare il passaggio al suino domestico»

Verrà rimodulata la mappa della zona infetta, si attende anche l'ordinanza del commissario straordinario

Peste suina a Roma, tre nuovi casi. L'ordinanza del commissario straordinario: «Dobbiamo evitare il passaggio al suino domestico»

Nel giorno in cui sono stati trovati altri tre nuovi casi di peste suina a Roma, arriva la firma sulla nuova ordinanza. Una zona rossa allargata, un piano entro 30 giorni per gli abbattimenti e una cabina di regia. Queste le principali misure contenute nell'ordinanza a firma del commissario straordinario, Angelo Ferrari, per affrontare la diffusione della peste suina africana a Roma. 

 

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TRE NUOVI CASI

 

Nel pomeriggio l'assessore all'ambiente del Comune di Roma, Sabrina Alfonsi, aveva annunciato: «Nella giornata di oggi è attesa l'ordinanza che rimodula i confini della zona infetta a seguito della conferma di tre ulteriori casi di positività dei cinghiali a ridosso della zona infetta. Nelle stesse ore è attesa l'ordinanza del commissario straordinario. Oggi pomeriggio alle 17:30 è prevista una riunione in prefettura». E puntuale è arrivato anche l'ordinanza del commissario straordinario.

 

L'ORDINANZA DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO

 

Il provvedimento è stato firmato durante una riunione in prefettura a Roma a cui hanno partecipato lo stesso commissario per l'emergenza Ferrari, il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e l'assessore all'ambiente di Roma Sabrina Alfonsi. L'ordinanza va a regolamentare più nel dettaglio le attività possibili e le restrizioni.

 

«L'obiettivo essenziale è quello di contenere la malattia ed eradicarla da questo Paese. Oggi il virus si propaga all'interno del mondo dei selvatici e vogliamo evitare il passaggio al suino domestico - ha detto il commissario straordinario Ferrari nel corso del punto stampa in Prefettura, a Roma -. I casi riscontrati al momento sono 8 e sono nel Grande raccordo anulare: il primo obiettivo è mantenerli nell'area, chiudere tutti i varchi ed impedire il passaggio di animali infetti anche con cinghiali esterni che alimenti il focolaio, ma soprattutto evitare il passaggio ai suini domestici.

 

Poi ci sono una serie di obiettivi: chiediamo alle autorità di monitorare la presenza delle carcasse per garantire che la zona infetta non si ampli. Sui tempi bisogna avere pazienza di comprendere come sarà l'evoluzione della malattia. Ci aspettiamo una autoestinzione».

 

Per quanto riguarda la cabina di regia «ci aspettiamo un'area confinante per incidere sulla popolazione dei cinghiali per evitare che si estenda al di là del raccordo. Per arrivare all'eradicazione ci vorrà 1 anno dall'ultima carcassa positiva».


Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Maggio 2022, 20:59
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