Il Papa al Corviale abbraccia Emanuele, bimbo che piange per il padre morto

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano – «Aprite le porte a Cristo». Un cartello bianco, centinaia di metri di transenne, bandierine bianche e gialle, tanta folla, le buche per strada riparate. Papa Francesco va in visita al Corviale, il Serpentone, come viene chiamato il brutto 'rettile' di cemento, costruito negli anni Settanta per creare comunità ma, come dice il parroco di San Paolo della Croce, don Roberto Cassano, con il tempo è diventato un'area piena di problemi. «La situazione qui è drammatica». Il primo incontro è con i bambini che fanno il catechismo e ai piccoli Francesco affida il compito di pregare per i mafiosi, perché anche loro si convertano. Poi spiega che in paradiso ci vanno anche le persone atee, coloro che non credono in Dio, se si sono comportati bene.

A suggerire al pontefice questa riflessione è stato un bambino di 8 anni, Emanuele, da poco rimasto orfano del proprio papà. Un non credente che nonostante le proprie convinzioni ha fatto ugualmente battezzare il piccolo e gli altri tre fratellini. L'emozione per il bambino di trovarsi davanti al Papa è stata talmente grande che non è riuscito a parlare al microfono e fare la domanda prevista, come avevano fatto prima i compagni che lo avevano preceduto. «Il mio papà anche se non era credente adesso è in cielo?» 

Le lacrime di Emanuele gli impedivano di parlare al microfono. Il Papa lo ha fatto avvicinare alla sua seggiola, lo ha preso in braccio, accarezzandolo e piano piano lo ha calmato mentre i singhiozzi squassavano il piccolo, colto da una disperazione irrefrenabile. Per qualche minuto l'incontro davanti alla parrocchia si è fermato e la gente è ammutolita a guardare la scena. Piano piano il bambino ha ripreso fiducia e la fatidica domanda di dove fosse volato il proprio papà la ha bisbigliata all'orecchio. Il Papa più tardi la ha condivisa con i presenti. «Emanuele piangeva per il suo grande dolore nel cuore. Ha avuto il coraggio di piangere davanti a noi. Poco tempo fa è venuto a mancare il suo babbo che era ateo ma era un bravo padre. Ha fatto battezzare tutti i suoi figli anche se non credeva. Dio ha un cuore da padre e non abbandona mai i suoi figli. Davanti a un padre non credente e buono come era quello di Emanuele è certo che Dio lo ha accolto».  
Domenica 15 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 18:45
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