Omicidio Luca Sacchi, la fidanzata Anastasiya: «Ecco perché non sono andata al funerale»

di Michela Poi
«Avrei voluto essere con voi, ormai la mia vita è un inferno». Parole struggenti quelle che Anastasiya, la fidanzata di Luca Sacchi, ucciso nella notte tra il 23 e il 24 ottobre ad Appio Latino, ha scritto al padre di lui prima che venisse celebrato il funerale. La ragazza non è stata presente alle esequie e sulla sua inspiegabile assenza si è molto discusso in questi giorni. «Ho deciso di rompere il silenzio - ha dichiarato il suo avvocato Giuseppe Cincioni - Un silenzio che ritengo comunque doveroso in questi casi, per evitare che possano continuare a darsi interpretazioni distorte che nulla hanno a che vedere con le reali ragioni di una scelta sofferta. Una decisione ponderata presa in accordo con i suoi familiari e con me, per il timore che la sua presenza - a causa della morbosa attenzione mediatica - potesse diventare occasione di turbamento in un momento dedicato alla preghiera, al raccoglimento e al ricordo». Anastasiya avrebbe quindi preferito rimanere lontana dal clamore mediatico per timore delle possibili reazioni avverse della folla. Al suo posto in chiesa si è presentata la nonna paterna, Nastija, che ha partecipato ai funerali in totale anonimato.
Intanto, secondo alcune indiscrezioni, i genitori di Luca sarebbero molto risentiti con Anastasiya: al di là dell'ultimo messaggio, dal giorno dopo l'omicidio non li avrebbe mai più chiamati. Lei che era considerata al pari di una seconda figlia. «Perché sei scomparsa?», le avrebbe scritto il papà in un messaggio. La sua posizione nella vicenda rimane ancora poco chiara. La ragazza sta aspettando di essere ascoltata dai carabinieri e dal pm, ma ancora non ha ricevuto alcuna convocazione. Nel frattempo le indagini continuano: la pista più accreditata è quella di un giro di droga. Si cerca a Tor Bella Monaca la pistola con cui Valerio Del Grosso ha sparato a Luca. All'ombra dei palazzoni di via dell'Archeologia, una delle piazze di spaccio più grandi d'Italia dove è facile reperire anche rivoltelle e fucili. Diverse abitazioni di pregiudicati sono state passate al setaccio. L' arma del delitto, secondo gli inquirenti, potrebbe essere stata riconsegnata dal killer e dal suo complice Paolo Pirino proprio a qualche armiere della malavita, che noleggia le armi per compiere agguati, gambizzazioni e omicidi.
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Venerdì 8 Novembre 2019, 05:01
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