Roma, il flash-mob visto con gli occhi di una bambina di quattro anni. Parte l'applauso: «Mamma, c'è una festa?»

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di Simone Pierini

Ore 12. È l’ora del flash mob. Parte l’applauso. «Che c’è?», chiede Eleonora dal balcone alla mamma. «Perché fanno così? C’è una festa?», insiste. «Sì una specie», le risponde mamma Francesca. Con loro c’è anche papà Alberto che fa il video. Eleonora ha quattro anni, è una delle tante bambine che in questi giorni sono a casa con i genitori. Non sa cosa sia il Coronavirus. Le scuole sono chiuse e bisogna restare a casa, per la propria salute e per quella degli altri. Una famiglia come molte in tutta Italia. Loro sono a Roma, nel quadrante Nordest della città. Stanno benissimo, attendono solo che questo periodo buio per il nostro Paese venga messo nel cassetto dei ricordi.

Nel frattempo Eleonora gioca, dalla mattina alla sera. La sua energia è la stessa di sempre. «Cosa stai facendo Ele?», chiediamo in videochiamata. «Sto giocando con il castello di Elsa», risponde. «Hai sentito l’applauso? Per chi era?». «Forse per quel camion che portava un regalo al vicino», ipotizza.

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L’applauso era rivolto ai medici e agli infermieri che da giorni sono in trincea per salvare vite umane mettendo a rischio se stessi. Ma è giusto che Eleonora non lo sappia, perché ora è tempo di giocare, ancora e ancora. Per far passare queste lunghe giornate tra le mura di casa che la proteggono.

«Le abbiamo detto che siamo in vacanza», dice mamma Francesca. «Ci vede parlare con gli amici dallo schermo del pc e non capisce perché. Ieri ci ha chiesto perché gli zii, che sono tutti i nostri amici, non sarebbero venuti a cena», aggiunge papà Alberto. «Abbiamo anche fatto una videochiamata con i suoi compagni di scuola per farli giocare insieme, lei capisce che c’è qualcosa di differente», spiegano entrambi. «Le abbiamo comprato il gioco dell’oca, stava facendo il pisolino quando è arrivato il corriere, ha sentito il citofono, si è svegliata ed era felicissima», raccontano. Forse proprio per questo credeva che quell’applauso fosse rivolto all’uomo delle consegne.

Una felicità figlia degli occhi della spensieratezza, dell’ingenuità di una bambina di quattro anni. Che mentre le parliamo corre per la casa e fa le capriole sul letto. «Ha energia da far ruggire», spiegano Alberto e Francesca, quell’energia che ci dà lo stimolo per credere che tutto questo finirà e che anche Eleonora tornerà a giocare al parco o all’asilo con i suoi amichetti. Andrà tutto bene.


Ultimo aggiornamento: Sabato 14 Marzo 2020, 13:39
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