Carlo Calenda si candida sindaco di Roma: «Ho deciso, voglio riportare la città tra le più importanti Capitali d'Europa»
di Marco Esposito

Carlo Calenda si candida sindaco di Roma: «Ho deciso, voglio riportare la città tra le più importanti Capitali d'Europa»

Il dado è tratto. Carlo Calenda si candida a sindaco di Roma. La decisione era nell'aria da qualche giorno. L'ex ministro nell'ultima settimana soprattutto aveva più volte paventato questa ipotesi. Ne aveva parlato pubblicamente sui social, facendo comunque intendere che era pronto al grande passo. Domenica sera, ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa" su Rai Tre, il leader di Azione ha finalmente rotto gli indugi: «Mi candiderò per fare il sindaco di Roma. Un dovere e una grande avventura. Penso che chi ha la possibilita di riportare Roma tra le grandi capitali europee lo deve fare. Si, mi candiderò»

 

 

IL RAPPORTO CON IL PD Tutto da vedere il suo rapporto, invece, con il centrosinistra. Calenda cerca un'alleanza di centrosinistra larga ma non sembra intenzionato a partecipare alle elezioni primarie, metodo attaverso il quale il Pd ha scelto il proprio candidato nelle ultime due elezioni comunali: Ignazio Marino nel 2013 e Roberto Giachetti nel 2016. «Non posso parlare per il Pd - dice Calenda - auspico che ci sia un appoggio largo alla mia candidatura; questo del sindaco di Roma non è un lavoro che si può fare da soli. E non solo con i partiti. Roma è una città enorme, è una megalopoli. Ci sono tante esperienze civiche che vorrei partecipassero a questa mia corsa. Cercherò di mettere in campo una squadra larga». «Perché il PD dovrebbe appoggiarmi? Dovrebbe farlo se pensano che io sia la persona adatta. Come io - appena uscito dal Pd - ho fatto campagna elettorale per Stefano Bonaccini per le elezioni regionali in Emilia Romagna. Anche se aveva e ha un'idea diversa rispetto alla mia su questo governo».

 

 

LE PRIMARIE - Carlo Calenda poi alla domanda diretta sulle primarie spiega: «Fare le primarie oggi sarebbe complicato, farle più avanti significherebbe parlarci addosso per mesi. Non sempre le primarie sono state benefiche - spiega l'ex ministro - pensiamo a Sassoli e Gentiloni, usciti sconfitti e che ora il Pd avrebbe voluto come candidati per Roma» Poi a Fazio che gli chiede se sia di destra o di sinistra Calenda risponde: «Sono un socialdemocratico liberale»

 

LA RAGGI - Netto il suo giudizio sull'operato di Virginia Raggi, già aspramente criticata in passato. Anche questa volta Carlo Calenda non usa mezze misure: «E' stata disastrosa»

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Ottobre 2020, 10:02
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