Carabiniere ucciso, tutti i punti oscuri: «Chi è la vittima del furto?». Misteri ancora da chiarire

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Nonostante la confessione dei due studenti americani arrestati per la morte del carabiniere Mario Cerciello Rega, restano dei punti oscuri su quanto accaduto a Roma nella notte tra giovedì e venerdì, nel quartiere Prati. Ci sono infatti dei particolari ancora da chiarire per comprendere l'esatta dinamica del furto e dell'estorsione che stanno all'origine del delitto del vicebrigadiere, così come altri particolari che riguardano l'omicidio stesso.

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Da stabilire, innanzitutto, qual è l'esatto ruolo della persona derubata: non è chiaro se si tratti di un pusher o di un intermediario (di un procacciatore di clienti che opera nelle piazze di spaccio). Ma è comunque insolito che una persona che abbia a che fare con traffici illeciti, si rivolga ai carabinieri per dare l'allarme e denunciare il furto di uno zainetto con dentro il cellulare e anche dei soldi, forse provento di attività illecite.

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Altra stranezza: perché i due americani, in possesso di un cellulare rubato, rispondono ad una chiamata in arrivo su quel numero e prendono un appuntamento con la vittima tentando l'estorsione? Infine, altro elemento da verificare è la presunta presenza di pattuglie in appoggio, che non sono riuscite a intervenire in tempo quando la situazione è precipitata: del resto il carabiniere ucciso e il collega, entrambi in borghese (come è giusto che sia in un servizio in cui è necessaria la non riconoscibilità dei militari), non sono riusciti a utilizzare l'arma di servizio per difendersi o mettere in fuga gli aggressori.
 
Ultimo aggiornamento: Sabato 27 Luglio 2019, 12:28
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