«Mettiamo bombe a tutte le Chiese d'Italia, la più grande a Roma»: l'intercettazione choc

Progettava di mettere una bomba in VaticanoMohsin Ibrahim Omar, noto come Anas Khalil, 20enne somalo in carcere a Bari dallo scorso 13 dicembre per terrorismo internazionale. In una delle intercettazioni diffuse dalla polizia di Stato in seguito alla convalida di fermo si sentono queste parole: «Mettiamo bombe a tutte le chiese d'Italia. La Chiesa più grande dove sta? Sta a Roma?».

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L'uomo è ritenuto dalle agenzie per la sicurezza Aisi e Aise come affiliato al Daesh (Isis) in Somalia e in contatto con una sua cellula operativa. La militanza nello stato islamico di Ibrahim si è concretizzata anche attraverso l'apologia di terrorismo operata su piattaforme social, in particolare su Facebook, dove ha diffuso post e foto aventi come contenuto l'esaltazione del "martirio".

Apologia e condivisione che ha manifestato anche in occasione dell'attentato di Strasburgo. «L'urgenza di eseguire il provvedimento restrittivo - spiegano gli investigatori - è stata dettata dai riferimenti all'elaborazione di possibili progettualità ostili in relazione alle imminenti festività natalizie».

«Il 25 dicembre adesso è ravvicinato». «Il 25 è Natale...dei cristiani...le chiese sono piene». Il 20enne somalo fermato a Bari per terrorismo stava progettando di mettere «le bombe a tutte le chiese d'Italia», a cominciare da quella «più grande», la Basilica di San Pietro a Roma, e progettava di farlo in occasione del Natale. È uno dei particolari che emergono dalle intercettazioni riportate negli atti giudiziari che hanno portato al fermo d'urgenza di Mohsin Ibrahim Omar, noto come Anas Khalil.

Lunedì 17 Dicembre 2018, 15:11
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