Gianluigi De Palo risponde su Leggo: «Stacce papà, stacce!»
di Gianluigi De Palo

Gianluigi De Palo risponde su Leggo: «Stacce papà, stacce!»

Quella faccia sempre imbronciata. Quegli sguardi di sopportazione. Quell'ascolto che sa tanto di contentino. Ho un figlio adolescente. E me lo ritrovo completamente diverso da quello che era appena un anno fa. Non solo fisicamente (adesso le sculacciate potrebbe darmele lui), ma anche caratterialmente. Prima mi chiedeva abbracci e coccole, adesso sono io ad elemosinare anche solo un racconto. Le domande sui perché della vita hanno lasciato il posto a risposte monosillabiche. Grugniti distratti. E poi quanto mangia. Io ingrasso solo a guardarlo divorare ogni cosa gli passa davanti. A lui sembra non bastare mai.
E una lacrimuccia scende giù ripensando ad un tempo che non tornerà più. Le poppate notturne, i primi calci al pallone, quelle serate a guardare le stelle, sulla sdraio, in campagna. Ora abbiamo uno sconosciuto in casa che si vergogna del padre. Non c'è da banalizzare: queste sono ferite, lividi per un papà. Si può fare solo una cosa: starci. Stacce papà. Stacce!

occhidipadre@leggo.it
Giovedì 3 Ottobre 2019, 05:01
© RIPRODUZIONE RISERVATA