L’anno più buio della Scala: su Raiplay la sfida di Giselle
di Michela Greco

L’anno più buio della Scala: su Raiplay la sfida di Giselle

Sudore e frustrazione, determinazione, ansia e talento. In 12 puntate che coprono sei mesi di tempo, la docu-serie Corpo di ballo – L’avventura di Giselle alla Scala sbircia nel dietro le quinte di una delle compagnie più importanti del mondo e osserva i suoi ballerini alle prese con le incertezze e le paure legate alla pandemia. In anteprima esclusiva su RaiPlay da oggi, il Corpo di Ballo della Scala di Milano si svela a partire dal momento della riapertura del teatro dopo il primo lockdown, mentre si prepara per mettere in scena Giselle, simbolo del balletto romantico, e il Gala di Balletto, pensato proprio come omaggio alla danza in occasione della ripresa delle attività.

Ballerini come Laura Contardi, Massimo Murru, Nicoletta Manni, Virna Toppi, Martina Arduino, Claudio Coviello, Timofej Andrijashenko e Gioacchino Starace, i due direttori del corpo di ballo che si sono avvicendati nel corso dell’anno Frederic Olivieri e Manuel Legris e Carla Fracci si raccontano davanti alle telecamere, aprendo il sipario su un mondo affascinante e mai abbastanza osservato da vicino. Gli esercizi alla sbarra e la fatica degli allenamenti si alternano con la vita quotidiana fuori dalla Scala ai tempi del coronavirus. Una vita di mascherine e nuove abitudini a cui i ballerini cercano di adattarsi “riannodando i fili spezzati”. Il che può significare ritrovare la forma fisica o, semplicemente, tornare a truccarsi dopo sette mesi.

Tanto più che al Teatro alla Scala il virus ha bussato più volte: proprio all’inizio dell’emergenza, nel febbraio 2020, poi tra ottobre e novembre dello scorso anno e infine poche settimane fa. Vita e arte interrotte e poi riprese più volte, viste dalla prospettiva dei camerini o della palestra, con le interviste ai ballerini e una voce narrante che tiene insieme il racconto, anzi i racconti. Come quello del ballerino solista Marco Agostino e della prima ballerina Martina Arduino, che ricordano davanti alle telecamere come è nata la loro coppia, “a passo di danza” durante la preparazione di Corsaro due anni fa. O come la “confessione” di Mattia Semperboni, del corpo di ballo: «I ballerini hanno spesso dei momenti di down, perché vorresti ballare in un modo ma magari quel giorno il tuo fisico non reagisce bene a causa della stanchezza o di qualche dolore. Questo il ballerino non lo accetta, perché è abituato sin da piccolo a ricercare una perfezione che poi, fondamentalmente, non esiste».


Ultimo aggiornamento: Sabato 1 Maggio 2021, 10:26
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