Donna fatta a pezzi, l’identità forse nei tatuaggi: l'appello degli investigatori

Le sue mani non aiutano: le impronte digitali non hanno portato a nulla. Ma nonostante gli sforzi del “chirurgo”, che con perizia («tagli netti e precisi») ha sezionato il corpo in 15 porzioni e bruciato la testa decapitata, il cadavere della discarica “parla”. Potrebbero essere i suoi tatuaggi - undici quelli individuati sul corpo ricomposto sul tavolo autoptico dell’istituto di medicina legale di Brescia - la chiave per dare un nome a quei poveri resti, trovati per caso domenica scorsa da un agricoltore che frugava tra i rifiuti sperando di incastrare chi dalla strada che corre sopra ha l’abitudine di lanciare immondizia e invece ha scoperchiato l’orrore chiuso in quattro sacchi neri.

L’APPELLO. La descrizione della vittima e dei suoi segni particolari è precisa. E dalla loro diffusione gli inquirenti sperano possa giungere un aiuto che porti all’identificazione della vittima. Perché l’analisi dattiloscopica delle impronte digitali si è rivelata inutile: la vittima non è schedata. Nessun riscontro dai database anche nelle denunce di donne scomparse tra Bresciano e Bergamasca. Quindi l’appello a possibili conoscenti della vittima, a tatuatori ed estetiste: «Chi può fornire informazioni utili all’identificazione contatti la Centrale operativa del Comando Compagnia carabinieri di Breno» è l’invito degli inquirenti. Il numero è 0364/322800.

I TATUAGGI. L’autopsia è stata eseguita dal medico legale Nicoletta Cerri, degli Spedali civili di Brescia. La vittima è sui 30 anni, pelle chiara tipica di soggetto di “razza caucasica”, capelli neri e lunghi. È alta un metro e 60, pesa tra i 50 e i 55 chili. Le unghie delle mani e dei piedi sono particolarmente curate, con l’applicazione di uno smalto di colore violetto con glitter argentati. I tatuaggi ancora più o meno visibili sono 11: la scritta “step by step” sulla caviglia destra; “wanderlust” sulla clavicola destra; “elegance is thè” sulla schiena lato destro; una porzione di disegno sul gomito sinistro; la scritta “be brave” sul gomito sinistro; “fly” sul polso destro; una V rovesciata sulla coscia destra; VV rovesciate sulla coscia sinistra; “te” sul dorso della mano sinistra. Tracce di tatuaggi sulle dita della mano destra e un disegno “maculato” sul gluteo destro. «Ma non si esclude la presenza di altri tatuaggi sul corpo della donna» dicono gli investigatori, coordinati dal pm Lorena Ghibaudo: omicidio volontario, soppressione e occultamento di cadavere i reati ipotizzati.

LE INDAGINI. II corpo è stato gettato nella discarica tra venerdì notte e domenica mattina scorsi. Fausto Fedrighi, il 60enne di Paline che ha trovato i sacchi, è sicuro: «Venerdì non c’erano». Una conferma temporale viene dal grado di scongelamento dei resti, che l’assassino ha conservato in un freezer prima di disfarsene: l’arco temporale porta alle 48 ore precedenti domenica pomeriggio. Ma il congelamento del cadavere rende anche impossibile risalire a una data della morte. Uno spunto potrebbe arrivare dalle analisi delle telecamere della zona, anche ad ampio raggio. A Paline, la frazione del ritrovamento, sulla provinciale che collega Borno, in provincia di Brescia, e Dosso, in quella di Bergamo, ci sono solo 70 residenti. Il traffico è contenuto, movimenti strani potrebbero essere individuati con relativa facilità. Perché il killer può essere arrivato solo da due strade, e lungo il tragitto di telecamere ce ne sono. I carabinieri hanno mappato la zona dall’alto grazie ai droni di un’azienda specializzata in riprese aeree. Per cercare di ricostruire tutti i possibili percorsi del “chirurgo”.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 Marzo 2022, 08:47
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