Ema ad Amsterdam, Milano beffata dal sorteggio: l'ironia "calcistica" spopola sui social.
Ed è bufera anche su Salvini

Ema ad Amsterdam, Milano beffata dal sorteggio: l'ironia "calcistica" spopola sui social. Ed è bufera anche su Salvini
L'Ema, l'Agenzia europea per il farmaco che dovrà lasciare Londra per la Brexit, sarà ospitata da Amsterdam. A deciderlo è stato il sorteggio effettuato a Bruxelles dopo che al ballottaggio finale Milano e Amsterdam avevano ricevuto gli stessi voti. Il sorteggio è avvenuto con due buste, non con la monetina come si era precedentemente appreso. Il ballottaggio tra Milano e Amsterdam era finito in parità, con 13 voti a testa, a causa dell'astensione della Slovacchia. È stato necessario il sorteggio della presidenza estone.
 

In pochi minuti, in tanti su Twitter hanno commentato, più o meno ironicamente, quanto è accaduto: il sorteggio malevolo per l'Italia e per Milano, con la beffa pochi giorni dopo l'esclusione della Nazionale di calcio al Mondiale. Certamente due tematiche agli antipodi, ma l'ironia travolge tutto. E non sono solo gli utenti sui social a commentare in maniera singolare: anche i politici si sono scatenati sull'argomento.
 

CALDEROLI: "EUROPA VAFF...", SALVINI FURIOSO «L'Ema va ad Amsterdam e non a Milano? Europa vaffanculo. Perchè dopo aver dato così tanto all'Europa in questi anni e non aver ricevuto vederci dire no anche nell'unica occasione che chiediamo qualcosa è veramente troppo. Per cui cari amici europei andate tutti aff... Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, vice presidente del Senato. «Pazzesco che una scelta che riguarda migliaia di posti di lavoro e due miliardi di indotto economico - dice Salvini - venga presa in Europa tramite sorteggio con lancio di una monetina, ennesima dimostrazione della follia con cui è governata l'Unione Europea. Prioritario per il prossimo nostro governo sarà ridiscutere i 17 miliardi all'anno che gli italiani versano a Bruxelles». Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini. 
 

"SALVINI SCIACALLO" «L'assegnazione dell'Ema ad Amsterdam e non a Milano decisa al sorteggio rappresenta una delusione bruciante, per noi italiani, lombardi e milanesi. Comunque, onore al merito per la città meneghina, al sindaco Sala, al Presidente Maroni e al Governo, che insieme hanno profuso uno sforzo comune davvero encomiabile per un risultato che solo la sorte ha precluso». Lo scrive su Facebook il senatore e sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, presidente di Forza Europa.
 

«Trovo assurdo e incommentabile lo sciacallaggio di Salvini, che pensa di lucrare elettoralmente minacciando in modo grottesco l'Unione Europea. Le regole erano note, compreso il sorteggio in caso di parità al ballottaggio - per evitare trattative infinite - e forse il parlamentare europeo Matteo Salvini avrebbe dovuto saperlo. A decidere, cosa che Salvini finge di ignorare, non è stata l'Europa, cioè Parlamento europeo e Commissione, ma sono stati i governi singoli stati membri. Di questo passo - conclude Della Vedova - in campagna elettorale Salvini chiederà di uscire dalla UE perché la Svezia ci ha eliminato dai mondiali». 
 

UN TESORO DA 1,7 MILIARDI Dopo l'incoronazione di Amsterdam a nuova sede dell'Agenzia europea del farmaco Ema, è il tempo di fare le valigie per i quasi 900 dipendenti dell'ente, e per le loro famiglie che includono anche 600 figli in età scolare. Dopo la Brexit sarà infatti l'ora dell'addio a Londra, per una nuova casa sulla riva dei canali della Capitale olandese. Ma l'Emaporterà con sé molto di più. Non solo persone, ma anche business che si accenderà intorno al nuovo quartier generale dell'agenzia.
 

Con la sconfitta al sorteggio del capoluogo lombardo, candidato a ospitarla, va in fumo un 'tesorò che era stato stimato in circa 1,7 miliardi di euro annui da un'analisi dei possibili impatti economici del trasferimento di Ema, condotta tra la fine dell'anno scorso e l'inizio del 2017 da Alberto Dell'Acqua, docente della Sda Bocconi e direttore del master in Corporate finance, e colleghi.
 

«Avevamo considerato tre livelli di impatto - spiega Dell'Acqua all'AdnKronos Salute - Il primo era quello legato al semplice trasferimento dell'ente con i suoi dipendenti, che ai tempi erano 775 mentre secondo gli ultimi dati sono quasi 900. Si tratta quindi di una stima più conservativa. Calcolavamo un effetto di circa 300 milioni di euro l'anno legato alle spese che l'agenzia e i dipendenti sostengono per il funzionamento dell'Authority, più altri 73 milioni per l'indotto generato (spese delle famiglie e impatto sulle imprese fornitrici)». Totale: circa 370 milioni di euro. 
 

Un altro livello di analisi prendeva invece in considerazione l'effetto economico legato ai visitatori. «Circa 56 mila presenze, secondo i dati dei flussi annui verso l'Ema, che accoglie per incontri i funzionari delle varie aziende farmaceutiche del mondo. Su questa base avevamo stimato un effetto pari a 26 milioni di euro all'anno», continua Dell'Acqua. Solo considerando queste due voci, che rappresentano il 'tesorettò certo che Ema si porta con sé, si sarebbe arrivati dunque a superare quota 400 milioni di euro l'anno.
 

L'ultimo livello di analisi aggiungeva un'altra variabile. «Il possibile impulso - chiarisce il docente - della presenza di Emaa Milano sul settore farmaceutico italiano», già al secondo posto in Europa dopo la Germania. «Era ragionevole infatti immaginare che l'arrivo dell'Agenzia avrebbe prodotto uno stimolo fisiologico sulle molte aziende presenti sul territorio ad aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo. E noi avevamo stimato un possibile impatto positivo in termini di tasso di crescita addizionale degli investimenti in R&S del 3% l'anno, che avrebbe potuto generare circa 900 milioni di euro in più di volume d'affari per il settore. Dato che a sua volta avrebbe trascinato circa 400 milioni di indotto». Totale: 1,3 miliardi di euro che, aggiunti ai circa 400 milioni prodotti dalle voci precedentemente analizzate, fanno 1,7 mld. 
Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Novembre 2017, 00:53
© RIPRODUZIONE RISERVATA