Lombardia, con il coprifuoco torna l'autocertificazione: ecco quando servirà

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Chi lo avrebbe detto, che per circolare in strada sarebbe servita ancora l'autocertificazione? In Lombardia, con le ultime misure decise dalla Regione per contenere i contagi di Covid-19, compreso il coprifuoco dalle 23 (dalle 18 solo servizio ai tavoli nei locali) alle 5 per tre settimane, torna anche il modulo che ha fatto compagnia a tutti gli italiani durante il periodo del lockdown. In quegli orari si potrà andare in giro solo per motivi di lavoro o comprovata urgenza: sarà il Viminale oggi a fornire tutte le indicazioni con una circolare ai prefetti, scrive il Corriere della Sera

 

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Nel modulo si dovranno specificare ovviamente le proprie generalità e indicare per quale motivo ci si trova in giro oltre le 23. Nel caso si tratti di motivazioni legate al lavoro, nell'autocertificazione si dovrà specificare il luogo di destinazione, mentre in caso di comprovata urgenza bisognerà comunicare anche la durata dell'uscita e il motivo, oltre che la destinazione. Spetteranno poi alle forze dell'ordine gli eventuali controlli. Sabato e domenica stop agli acquisti nella media e grande distribuzione, esclusi i generi alimentari.

 

SALA: "A MILANO SITUAZIONE CRITICA" «Regione Lombardia sta mettendo a punto l'ordinanza» per il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino «e poi vedremo se ciò permetterà di fare rientrare questa curva che si sta impennando con differenza tra alcune città e province. Devo dire che a Milano la situazione appare certamente più critica», ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in un video sui social parlando della decisione presa dai sindaci lombardi con la Regione Lombardia. « A ieri in terapia intensiva in Lombardia c'erano 113 persone ma soprattutto quello che ci hanno detto dal Comitato tecnico scientifico è che con le misure di prevenzione ad oggi adottate c'è una seria probabilità che entro fine mese questi diventino circa 600 e che ci siano 4 mila ricoveri - ha aggiunto -. Ricoveri che ingolferebbero il sistema sanitario e impatterebbero anche sulle altre importanti cure. Di fronte a questa situazione abbiamo deciso per questo coprifuoco per tre settimane».

 

Secondo il sindaco di Milano «è chiaro che nessuno ha con precisione in testa come funziona la relazione causa-effetto, anzi. Sabato pomeriggio sono stato veramente a lungo al telefono con virologi e medici per farmi rappresentare la situazione e il quadro che ne viene fuori è molto differenziato - ha concluso -. C'è chi dice che dobbiamo convivere con questa pandemia e gestirla passo passo, e c'è chi vede il dramma subito, chi sta più nel fronte negli ospedali e sente la pressione dei propri medici e infermieri è molto più preoccupato perché rivede i fantasmi di marzo». 

 

 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Ottobre 2020, 17:27
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