Zangrillo: «Il virus sta mordendo, difendiamo i nostri nonni. Ma no al metodo della paura»

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Qualche mese fa, forse con un po' di avventatezza, parlò di un coronavirus «clinicamente morto»: oggi Alberto Zangrillo torna parzialmente sui suoi passi e sottolinea come il virus sia invece «tornato a mordere», ma dice no al metodo della paura. «Siamo in tempo per un'azione tempestiva. Non è una catastrofe. Dobbiamo mantenere lucidità d'azione», afferma il primario di Anestesia e rianimazione del San Raffaele di Milano in un'intervista al Corriere della Sera. «Io sono contrario al metodo della paura - dice ancora - ossia a spaventare i cittadini affinché reagiscano come voglio io».

 

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«A maggio il virus era in ritirata, oggi è tornato a mordere, probabilmente anche per comportamenti negligenti. Ma solo di pochi. La maggior parte della popolazione è coscienziosa, giovani compresi. Lo ripeto: con il virus dobbiamo imparare a convivere», dice Zangrillo. Adesso che si fa? «Mi auguro innanzitutto che nei più giovani scatti un meccanismo di protezione nei confronti di genitori e nonni. Dobbiamo proteggere loro, i fragili. Persone magari con il diabete o cardiopatie, normalmente sotto controllo, ma che se si infettano possono aggravarsi. Sono certo che con comportamenti corretti dal punto di vista qualitativo, riusciremo a risolvere anche i problemi quantitativi. Senza una presa di responsabilità dei singoli non ne possiamo uscire».

 

 

Le rinunce «servono a salvaguardare tutto ciò che deve rimanere attivo. Scuola e attività produttive soprattutto. Ma anche la possibilità di continuare a prendere in carico i malati no Covid». Al San Raffaele «per almeno il 30% dei pazienti che arrivano in Pronto soccorso basterebbe una responsabile assistenza domiciliare» mentre le terapie intensive sono «ancora sotto controllo perché la risposta alle terapie è migliore rispetto allo scorso marzo e aprile. L'esito è più favorevole. Questa pandemia deve servirci da lezione. Servono più rianimatori, infettivologi e immunologi». «È stata scelta per tutta la Lombardia la linea del coprifuoco. Il mio senso civico mi obbliga a obbedire, ma certe terminologie evocano scenari che non vorrei lasciare in eredità ai miei figli».


Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Ottobre 2020, 12:33
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