Piccolo Gabry in ansia: il donatore rinvia l'intervento che dovrebbe salvare il bimbo di due anni
di Alessia Strinati

Piccolo Gabry in ansia: il donatore rinvia l'intervento che dovrebbe salvare il bimbo di due anni

Era tutto pronto per il trapianto, ma Gabry dovrà aspettare ancora un po'. Il donatore del bambino di due anni, unico in Italia affetto da una rarissima forma di anemia sideroblastica, ha chiesto un rinvio, quindi, anche se tutto era pronto per l'operazione che avrebbe salvato la vita al bimbo, bisognerà attendere.

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A dare la notizia è il padre Cristiano con un post su Facebook: «La settimana scorsa Gabry, dopo alcuni piccoli ritardi, era pronto per cominciare il "vero" percorso al trapianto. Arrivati in ospedale, dopo le indicazioni, le raccomandazioni, i saluti, i pianti, le promesse, stavamo per entrare in reparto quando, con nostra grande sorpresa, abbiamo trovato il primario ad aspettarci perchè voleva parlarci: il donatore poco prima del nostro ingresso ha chiesto un rinvio di data (ci teniamo a sottolineare che l'ospedale non ne è responsabile!)».

Il padre ha voluto informare tutti coloro che si sono preoccupati e prodigati per la salute di suo figlio e anche se con un'evidente preoccupazione e delusione sottolinea che non vuole giudicare nessuno. Capisce che il donatore può aver avuto i suoi motivi e chiarisce che non ce l'hanno con lui, ma non nasconde che la notizia ha provato la famiglia che da tempo ha rivoluzionato la sua vita per cercare di trovare una cura per il piccolo Gabry.

Tutto era stato avviato per il trapianto: «Gabry ha installato un catetere venoso centrale con un mese di anticipo, ha sospeso la fisioterapia, la  logopedia e la psicomotricità; la sorella Benedetta ha sospeso l’asilo ed è reclusa in casa per evitare il contatto con altri bambini; non abbiamo festeggiato il compleanno dei gemellini con tutte le persone che avremmo voluto perché dovevamo evitare contatti ed abbiamo, proprio per questo motivo, ridotto al minimo gli incontri con amici e parenti da oltre un mese. Nonna Rosa (santa) è venuta a vivere con noi con un mese di anticipo. E queste sono solo le implicazioni pratiche, poi ci sono quelle emotive ed organizzative, ci sono i progetti che abbiamo sospeso io e mia moglie, quelli pianificati in futuro, c'è la riorganizzazione di un reparto ospedaliero che era pronto ad accogliere Gabry… potevate immaginare tutte queste cose?». Così conclude invitando tutti coloro che vogliano fare un atto di amore, come quello di una donazione, a farlo solo in modo consapevole, consapevoli che dietro il gesto si muove un intero mondo di persone e professionisti.
 

Mercoledì 16 Ottobre 2019, 14:01
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