I portuali di Trieste: «Non siamo in vendita, no a tamponi gratis. Protesteremo finché il governo non toglierà il Green pass»

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Sciopero portuali di Trieste, sarà un venerdì complicato. Una folla eterogenea sta manifestando davanti ai cancelli del Varco 4 del Molo VII di Trieste, nel giorno dell'entrata in vigore del Green pass obbligatorio a lavoroPresenti uomini e donne giunti da Milano, da Padova, da Varese, che lavorano nel settore della sanità, nel comparto pubblico, e poi vaccinati e no vax: qualcuno ha intonato cori e, dispersi nella folla, a tratti si sono persino uditi suonare dei corni.

 

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Lo sciopero è iniziato a mezzanotte ma qualcuno ha cominciato ad arrivare soltanto intorno alle 6, poi dalle 8 in poi la folla è aumentata a vista d'occhio. Con essa anche le forze dell'ordine, giunte con autoblindo. I manifestanti intenderebbero inviare una delegazione anche davanti in un'altra area, quella antistante il Varco 1, in riva Traiana. 

 

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«Non siamo in vendita»

 

«Non siamo in vendita, la protesta proseguirà finché non toglieranno il green pass», ha detto Stefano Puzzer portavoce del Coordinamento lavoratori portuali. «Non accettiamo tamponi gratuiti - ha detto Puzzer alla folla della manifestazione - il governo ci ha messo uno contro l'altro e ha istigato alla violenza ma noi siamo tutti insieme, pacificamente, a difendere la nostra libertà di scelta e la costituzione italiana e andremo avanti fino a quando l'obbligo del green pass per i lavoratori non sarà cancellato».

 

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La situazione è tranquilla e i manifestanti sono oltre duemila: l'ingresso è presidiato dai portuali, riconoscibili dai giubbotti gialli, e consentono l'accesso ai dipendenti. Qualcuno ha portato cartoni di pizza, che è finita in pochi istanti. Dopo ne è stata portata altra che è stata offerta anche ai tanti giornalisti e comunque ai presenti. C'è stato qualche attimo di tensione quando Fabio Tuiach, ex consigliere comunale noto per le sue posizioni estremiste ed ex pugile, ha tentato di impedire a un'auto di entrare. Subito sono accorsi gli stessi lavoratori che lo hanno convinto a desistere e a far passare la vettura. La folla intorno, per allentare la tensione, ha intonato qualche canzone tipicamente triestina e subito dopo c'è stato uno scroscio di applausi.

 

Forza Nuova e Casapound respinti

 

Più gruppi, con cartelli e anche strumenti musicali, si sono fatti largo tra la folla giungendo fino al Varco. Alcuni di estrema sinistra, altri di destra come CasaPound e Forza Nuova. In tutti i casi, però, i portuali che presidiano l'accesso, li hanno rimandati indietro, negando loro l'accesso nell'area portuale. Intanto, sono state portate casse acustiche dalle quali è diffusa musica e spesso vengono accessi fumogeni.

 

Camionista: io devo poter lavorare

 

«Io devo scaricare, devo poter lavorare. Ho fatto il vaccino per avere il green pass perché devo lavorare. Ma oggi la vedo davvero dura poter scaricare». Marco ha 50 anni è alla guida di un autotreno con il rimorchio lungo 10 metri. È partito alle 3,30 di stamani da Cuneo e da un'ora è fermo al varco Etiopia del porto di Genova bloccato dai no green pass. «Cambiare varco? Non ci penso proprio - ha detto - magari mi fanno entrare e poi non esco più. A me la politica non interessa, io devo lavorare. E quando il mio capo ha detto vaccinati io l'ho fatto per poter lavorare. Non c'è altro da dire».

 

 

 

Fedriga: il porto funziona

 

«Il Porto funziona: ovviamente in alcuni passaggi ci saranno difficoltà e ranghi ridotti, ma funziona. Ho chiesto di tenere bassa la temperatura evitando scontri frontali per non danneggiare l'economia di un Paese, dato che danneggiare l'attività del Porto di Trieste significa danneggiare un grande numero di aziende che lavorano nell'indotto». Lo ha detto il presidente della Regione Fvg e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a SkyTG24. «Durante la pandemia credevo che le tensioni sociali sarebbero arrivate a causa della crisi economica conseguente, perché temevo che molte fabbriche e attività produttive sarebbero state chiuse. Ora invece stiamo raggiungendo insieme grandi obiettivi di ripresa economica: non possiamo buttare tutto all'aria a causa delle tensioni che si stanno creando», ha aggiunto.

 

«Cerchiamo di tenere un profilo basso, capire che la situazione si sta risolvendo grazie ai vaccini ed è in netto miglioramento ma non è ancora finita - ha ammonito -: dobbiamo stabilizzare, evitare di fare passi indietro per non ritornare a situazioni drammatiche economicamente e per la sanità come quella dell'anno scorso». «Dobbiamo affidarci alle istituzioni scientifiche, che conducono ricerche a più mani e con larghi controlli - ha specificato -. Purtroppo oggi il video di una persona su Telegram è più efficace e attira di più l'attenzione di una documentazione approfondita dell'Istituto Superiore di Sanità».

 

Un centinaio di persone a Genova

 

Oltre un centinaio di manifestanti si è radunato davanti alla Prefettura di Genova per manifestare contro l'introduzione dell'obbligo del Green pass sui luoghi di lavoro. Al presidio organizzato dal sindacato Cub hanno aderito l'associazione 'Libera piazza Genovà e semplici cittadini. In piazza bandiere del sindacato e dell'Italia, mentre alcuni manifestanti brandiscono copie della Costituzione. «Non si lavora sotto ricatto», «Liberi di scegliere» e «No Draghi-no green pass-no Cts»: sono le scritte su alcuni degli striscioni in piazza.

 

«Siamo in piazza contro il ricatto del Green pass, contro la pretesa del Governo Draghi di imporre ai lavoratori di poter accedere ai luoghi di lavoro, studio e vita sociale - spiega la Cub in un volantino -, solo attraverso l'esibizione di un lasciapassare punitivo e discriminatorio verso chi non ha accolto l'invito alla vaccinazione anti covid». Al momento non si registrano ripercussioni della protesta sul traffico cittadino.

 

 

 

Code di tir a Genova

 

Un gruppo di No green pass del Coordinamento portuali Genova è andato al varco portuale di San Benigno con l'intento di bloccare l'ingresso dei camion. Intanto a varco Etiopia, dove si era creata una lunga coda di tir, la stessa si sta esaurendo: gli autisti tentano infatti l'ingresso da altri varchi prima che vengano bloccati. Un centinaio di lavoratori no green pass è in presidio da stamani alle 6,30 e sta bloccando l'ingresso ai camion che devono scaricare. 

 

Nessun blocco ai porti in Puglia, a Napoli e a Salerno

 

Nei cinque porti pugliesi di Manfredonia, Barletta, Bari, Monopoli e Brindisi al momento è «tutto tranquillo». Come previsto, non si registrano blocchi, proteste o disservizi per l'entrata in vigore dell'obbligo del Green pass. Nei giorni scorsi, da un monitoraggio disposto dall'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale con le imprese portuali dei cinque scali, è stato rilevato un tasso di vaccinazione ben oltre il 90% tra i dipendenti, facendo già presagire che i cinque porti dell'Adriatico pugliese non avrebbero registrato problemi con riferimento al possesso del green pass.

 

Situazione regolare e senza alcun tipo di tensione questa mattina nei porti di Napoli e Salerno. In entrambi gli scali non si segnalano presidi o manifestazioni, né particolari code negli ingressi in relazione all'introduzione del green pass obbligatorio. Nei giorni scorsi sia l'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale, competente sui porti di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno, sia i sindacati si erano espressi con ottimismo circa il funzionamento dei tre scali campani, soprattutto in relazione al fatto che sono pochi, probabilmente sotto il 10%, i lavoratori portuali non vaccinati.


Ultimo aggiornamento: Sabato 16 Ottobre 2021, 14:06
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