Il piccolo Ryan sta meglio: è uscito dalla terapia intensiva. Il papà esulta sui social: «Continua così campione»

Il bambino inizierà la riabilitazione. Il padre: "Ho gli occhi lucidi per la felicità"

Il piccolo Ryan sta meglio: è uscito dalla terapia intensiva. Il papà esulta sui social: «Continua così campione»

Ottime notizie per il piccolo Ryan, il bimbo di 6 anni di Ventimiglia ricoverato in ospedale lo scorso 19 dicembre con lesioni profonde a milza e polmoni e la frattura di otto vertebre. Il bambino è stato dimesso dalla terapia intensiva dell'ospedale pediatrico Gaslini di Genova: secondo la direzione dell'ospedale «le sue condizioni cliniche sono a oggi soddisfacenti». Il piccolo infatti ha iniziato il suo percorso riabilitativo.

Il padre di Ryan, Simone C., che ha quotidianamente pubblicato notizie e immagini sui social del bimbo e della situazione clinica, stamani ha scritto: «Arrivo a Genova e ricevo una notizia fantastica. Dalla semi intensiva siamo in fisiatria. Niente di più bello, ho gli occhi lucidi ma finalmente per la felicità. Continua così campione».

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Ryan, la vicenda: cos'è accaduto

Per la vicenda di Ryan la procura di Imperia aveva subito aperto un fascicolo contro ignoti. La nonna e il suo compagno, cui il bambino era stato affidato, nell'immediatezza dei fatti, ovvero quando il bimbo era stato all'ospedale Gaslini, avevano detto che era sfuggito al loro controllo ed era stato probabilmente investito da un'auto. Successivamente (il 28 dicembre, ndr), accreditata un'ipotesi di maltrattamenti da parte della nonna e del compagno, era stato indagato prima il compagno dell'anziana poi la nonna per lesioni gravissime in concorso.

Ciò che è accaduto al bambino ha assunto una tale rilevanza mediatica che lo stesso procuratore di Imperia Alberto Lari ha firmato il 17 gennaio una nota nella quale ha ritenuto «pur nel rispetto del segreto di indagine, di dover indicare alcuni elementi attualmente acquisiti con ragionevole attendibilità. Gli accertamenti sinora effettuati - scriveva allora Lari - in ordine alla produzione delle più gravi lesioni riportate dal minore e che ne hanno determinato il pericolo di vita, non paiono ricondurre dette lesioni a condotte volontarie di percosse o maltrattamento. Il che ovviamente - sottolineava Lari - non esclude in radice che condotte lesive volontarie possano essersi realizzate in epoca antecedente, tema investigativo questo in fase di approfondimento sul quale non è possibile allo stato formulare alcuna anticipazione». 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Gennaio 2023, 14:39
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