Puglia in zona rossa da mesi, Emiliano punta il dito: «Colpa del pranzo di Pasqua»

Puglia in zona rossa da mesi, Emiliano punta il dito: «Colpa del pranzo di Pasqua»

La Puglia in zona rossa da settimane? Colpa dei pranzi di Pasqua. Lo ha detto il governatore pugliese Michele Emiliano, ospite stamattina di Coffee Break su La7, per spiegare la situazione di una delle regioni più in difficoltà per la pandemia negli ultimi mesi, con ospedali strapieni e terapie intensive al collasso. «La variante inglese scappa di mano in un secondo», ha detto. «Noi in Puglia eravamo in una discesa verticale (di casi, ndr), sono bastati due giorni di Pasqua per riprendere e quindi azzerare il lavoro di due settimane». «Perché (la variante inglese, ndr) è velocissima nel contagio. Siamo in zona rossa per i pranzi e gli incontri di Pasqua», ha detto Emiliano. 

 

«Capisco perfettamente - ha aggiunto - che nella tradizione pugliese andare a trovare la mamma è fondamentale però è ancora pericolosissimo». Da lunedì «è molto probabile che torniamo in zona arancione - ha concluso Emiliano - perché effettivamente adesso la curva ha ricominciato a scendere in picchiata». «Stiamo progettando un sistema di turismo in cui chiediamo ai pugliesi di restare» in Puglia, ha aggiunto Emiliano. «La Puglia è bellissima e in questo modo ciascun pugliese darà una mano agli altri pugliesi. Dopo l'esperienza dell'anno scorso, sconsiglio radicalmente di uscire dall'Italia».

 

«Credo che l'obiettivo fondamentale» sia rientrare a scuola «bene a ottobre», ma il premier «Draghi vuole avere la certezza che le prove generali, che si faranno in quest'ultimo mese e in queste ultime settimane di scuola, ci mettano nelle condizioni di non fallire di nuovo l'obiettivo», ha detto Emiliano a proposito del confronto tra Governo e Regioni sulle prossime riaperture. Sulla didattica a distanza 'a sceltà da parte delle famiglie «ho già fatto l'ordinanza con quel tipo di decreto e non è stata impugnata perché nessuno può impugnarla. Da Draghi non ho avuto nessuna irritazione».

 

Alla domanda su una possibile incompatibilità tra l'ultima ordinanza regionale pugliese, che prevede la possibilità per le famiglie di optare per la Did anziché le lezioni in presenza, e il decreto legge che, invece, non ammette deroghe delle Regioni. «Esiste un diritto costituzionale nel corso di una dichiarazione di stato di emergenza - ha spiegato Emiliano - che consente a qualunque famiglia di decidere di non mandare suo figlio a scuola, a prescindere dalla mia ordinanza. Così, rispettando il diritto individuale alla salute, hai un effetto di abbassamento della presenza scolastica, secondo un principio razionale, non in maniera random, perché ciascuno può decidere di tutelare la propria fragilità familiare, della nonna e della mamma, con questo tipo di attività».

 

«Credo - ha aggiunto - che, in una condizione difficilissima, la didattica a distanza sia stata molto osteggiata al di là del ragionevole, anche se è indubitabile che sia preferibile la didattica in presenza. Però un pò di pragmatismo e meno guerre di religione fanno bene ai ragazzi, fanno bene al sistema e fanno bene anche a Draghi. Mi constano decine di casi di genitori morti a causa del contagio scolastico dei figli, questa cosa è drammatica ed è un trauma infinitamente maggiore di quello di rimanere a casa».


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 21 Aprile 2021, 16:15
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