La poliziotta al convegno gay: «Non può mettere la divisa». Ma due agenti uomini potranno farlo
di Domenico Zurlo

La poliziotta al convegno gay: «Non può mettere la divisa». Ma due agenti uomini potranno farlo

Niente divisa alla conferenza, ma solo per lei che è donna. È la denuncia di una poliziotta che si è vista negare dalla questura di Firenze il permesso per indossare la sua divisa nel partecipare alla Conferenza internazionali per i diritti delle persone omosessuali nelle forze dell’ordine, un raduno a Parigi a cui parteciperanno poliziotti gay da tutta Europa.

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Michela Pascali, questo il suo nome, vicepresidente di Polis Aperta (un'associazione che si batte per i diritti degli omosessuali nelle forze dell'ordine) ha chiesto di prendere parte al convegno indossando l’uniforme, come faranno gli agenti di ogni parte d’Europa, ma il permesso le è stato negato: è andata diversamente però a due colleghi, uomini, di Milano e Genova, che potranno invece indossare l’uniforme dopo il nullaosta da parte del Ministero, secondo cui in ogni caso «l’autorizzazione non è intesa come delega a rappresentare ufficialmente la Polizia».

Il convegno non è peraltro un pericoloso covo di terroristi o di poliziotti corrotti, ma una conferenza che vede tra gli organizzatori il Governo francese (in particolare i ministero degli Interni e degli Esteri) e che vedrà la presenza del sindaco di Parigi Anne Hidalgo, oltre che del capo della polizia. La scelta di Parigi è in onore di Xavier Jugelé, il poliziotto gay morto durante l’attentato terroristico sugli Champs-Elysèes.
Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 18:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA