Osservatorio Italiano lavoro domestico: aumentano assunzioni regolari. Lombardia e Lazio prime regione per occupati
di Ida Di Grazia

Osservatorio Italiano lavoro domestico: aumentano assunzioni regolari. Lombardia e Lazio prime regione per occupati

Osservatorio Italiano lavoro domestico: aumentano assunzioni regolari. Lombardia e Lazio prime regione per occupati. Colf, badanti e babysitter regolarmente assunti nel 2020 sono stati 920.722 (+7,5% rispetto al 2019, quando erano attestati a quota 848.987).

 

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Aumentano i lavoratori domestici regolarmente assunti: +7,5% rileva l’Inps nel 2020, ma ci sarà un effetto trascinamento nel 2021. In crescita gli italiani (+12,8%) e i regolari nelle regioni del Sud (+14%).


La regione che presenta il maggior numero di lavoratori domestici è la Lombardia, con 172.092 lavoratori nel 2020, pari al 18,7%, seguita dal Lazio (13,8%), dall'Emilia Romagna (8,7%) e dalla Toscana (8,6%). In queste quattro regioni si concentra quasi la metà dei lavoratori domestici in Italia.

 

Effetto congiunto del lockdown e della “sanatoria” per gli stranieri, rileva l’Inps commentando l’annuale Osservatorio Italiano sul lavoro domestico. L’Istituto di previdenza, inoltre, registra un aumento del +12,8% tra gli italiani, contro un +5,3% degli stranieri. Al Nord, dove si concentra il 50% delle assunzioni, la Lombardia si conferma la prima regione per occupati. Significativo, tuttavia, l’incremento delle regolarizzazioni nel Sud, con un balzo del +14%. 

 


Nuova Collaborazione (NC), associazione di datori del lavoro domestico attiva in Italia dal 1969, si rallegra. «Il monitoraggio dell’INPS è una attività preziosa per tutto il comparto – commenta l’avvocato Alfredo Savia, presidente nazionale di NC – Il 2020 è stato un anno particolarissimo per effetto della pandemia, circostanza che ha messo in difficoltà sia le famiglie sia gli assistenti familiari, specie se dedicati alla assistenza dei minori e degli anziani. Come associazione datoriale siamo stati e siamo tuttora in prima linea per sostenere il settore. Bisogna far emergere il lavoro “nero”, ma al contempo il Governo – che si appresta alla riforma del Family Act – deve accompagnare questo impegno con opportune misure di defiscalizzazione per le famiglie che assumono». 


I lavoratori domestici avevano superato quota un milione (1.014.511) nel 2012. L’anno successivo, il 2013, erano scesi a 965.175. Poi un decremento continuo, fino al 2019, in cui si è arrivati a 848.987. «Sugli aumenti influiscono eventi particolari come le sanatorie o, per il 2020, il Covid – interviene l’avvocato Filippo Breccia Fratadocchi, vicepresidente nazionale di Nuova Collaborazione -. Ci stiamo riavvicinando al milione di assunti regolari. Ma questo non deve far dimenticare l’impegno per la regolarizzazione dello stimato milione di “assistenti familiari” in nero. Le parti sociali, che hanno rinnovato il Contratto nazionale di settore l’8 settembre 2020, si sono impegnate ad aiutare colf, badanti e babysitter con misure straordinarie adottate dalla Cassacolf che integra le prestazioni sanitarie e assicurative. Serve concretezza da parte della Pubblica Amministrazione: per esempio, intervenendo per risolvere il problema dei lavoratori stranieri che hanno aderito alla sanatoria e che non possono accedere al piano vaccinale per intoppi burocratici». 

 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Giugno 2021, 22:52
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