Neonata morta, i carabinieri: «Nessun insulto razzista alla mamma». Direttore Pronto soccorso: «Se ci sono stati, non li hanno urlati...»

Neonata morta, i carabinieri: «Nessun insulto razzista alla mamma». Direttore Pronto soccorso: «Se ci sono stati, non li hanno urlati...»
Sta facendo ancora discutere quanto accaduto sabato in Pronto soccorso a Sondrio, dove una bambina di cinque mesi è morta e sua madre, una ragazza nigeriana, sarebbe stata ripresa dai pazienti in fila all'ospedale per le "fastidiose" urla di disperazione. La direzione sanitaria dell'ospedale sta preparando un esposto in Procura su quanto accaduto lo scorso 14 dicembre, secondo quanto ha appreso l'agenzia Adnkronos: una decisione presa dopo aver parlato con lo staff sanitario.

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Secondo lo staff infatti non ci sarebbe stata alcuna situazione anomala in sala d'attesa: anche i Carabinieri, sempre all'Adnkronos, confermano questa versione, sottolineando come nella zona in cui sostava la giovane mamma africana fossero presenti solo lei, il marito, una parente, i medici e i carabinieri. Nessun commento e nessun insulto razzista dunque, assicurano i militari e lo staff dell'ospedale: al comando dei carabinieri non è stata peraltro presentata alcuna denuncia per episodi di razzismo. Sempre secondo quanto affermano i carabinieri, presenti sul posto, nessuno ha gridato frasi razziste all'indirizzo della donna e la donna non può aver reagito a questi insulti perchè non c'è stata interazione tra chi aspettava di essere curato e lei. 

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Ma c'è un "ma": i militari non possono escludere commenti tra i pazienti nella sala d'attesa che permette due accessi. O si va ai reparti o si va alle salette mediche che sono separate e non a vista. Non si può dunque escludere che nella sala d'attesa qualcuno abbia effettivamente espresso pareri di quel tipo nei confronti delle urla di disperazione della donna. Ma dalla sala d'aspetto nella zona in cui si trovavano la donna e i medici, assicurano i carabinieri, non è giunto assolutamente nessun commento: se quei commenti ci sono stati, sono stati esplicitati lontano dalle orecchie di staff medico e militari.

DIRETTORE PRONTO SOCCORSO: FRASI RAZZISTE? LA MAMMA DEI CRETINI... 
«Noi non abbiamo avuto alcuna percezione di insulti razzisti», ha detto all'Adnkronos il direttore del pronto soccorso di Sondrio, Raniero Spaterna. «La sala dove eravamo noi -dice- era abbastanza isolata e ci siamo concentrati nel prestare la massima attenzione a una mamma che aveva perso sua figlia. Le urla? Ci sono state certo, ma in questi luoghi le scende di disperazione non sono certo rare. L'altro giorno il figlio di un padre morto per arresto cardiocircolatorio ha preso a calci le porte per esempio. E la morte di questa bimba ha colpito anche noi che non siamo un'unità pediatrica, figuriamoci la madre».

Dopo le urla
«quando le abbiamo ridato la sua bimba l'ha presa ed è diventata dolcissima, coccolandola all'infinito». Se ci sono state delle frasi razziste «io non le ho sentite ma posso dire che se qualcuno le ha dette non le ha gridate o urlate. Parole e commenti comunque da non pronunciare, ovvio, ma come si dice: la mamma dei cretini à sempre incinta»

IL RACCONTO DI UNA CONSIGLIERA COMUNALE Alla scena aveva assistito Francesca Gugiatti, consigliere comunale del centrosinistra, che era al pronto soccorso per un malore e che poi ha scritto su Facebook: «Dalla sala d'attesa iniziano commenti di ogni tipo. Chi parla di riti tribali, chi di satanismo, chi di scimmie, chi di 'tradizioni lorò, chi di manicomi. Giudizi, parole poco appropriate, cattiveria, tanta».

«La tristezza ha iniziato ad invadermi - ha raccontato agli amici -. Nel frattempo ho sperato più che mai che calasse il silenzio fra le voci insopportabili e malvagie di quegli individui. E invece no, anche di fronte alla morte di un innocente, le voci hanno continuato. La più tremenda è stata: 'tanto loro ne sfornano uno all'anno'. Siete davvero schifosi».


IL SINDACO: RAZZISMO? ACCUSE IRRICEVIBILI «La sola cosa da dire e da fare in questi casi è quello di stringersi attorno alla mamma per quello che ha sofferto lasciando fuori tutto il resto». Non ha dubbi il sindaco di Sondrio, Marco Scaramellini: «Ieri con diversi ex sindaci ci siamo riuniti proprio per confrontarci su questa vicenda -dice all'Adnkronos - siamo di fronte a una tragedia e la nostra comunità è sicuramente vicina a questa mamma. Ma non si può strumentalizzare una vicenda dolorosissima per montare accuse irricevibili rivolte a una comunità che non le merita».

No dunque a definire Sondrio intollerante o razzista, sottolinea il sindaco: «Se ci sono state dichiarazioni o insulti razzisti il conto lo pagherà quella o quelle persone ritenute responsabili. So che le frasi razziste sono state riportate da una persona, ma su quelle io non mi posso pronunciare, lascio la valutazione alle forze dell'ordine». Secondo il sindaco alla fine «se qualche imbecille le ha pronunciate appartengono a lui e non sono e non possono essere certo rappresentative della nostra comunità».

Quello che però secondo il primo cittadino «non si può accettare è che a un'intera città siano attribuiti atteggiamenti che poco c'entrano con la realtà. Accuse a una comunità dove per fortuna i problemi legati alla sicurezza e alla qualità della vità sono limitati». In casi come questi «dove c'è una morte naturale, ribadisco, ci si deve tutti stringere attorno a una persona che ha subito un fatto che nessun genitore può accettare». Insomma alle polemiche c'e un limite. «Di fronte al razzismo non si deve mai abbassare la guardia -sottolinea- ma non si può neanche alimentare l'odio, un approccio incomprensibile, mentre su fatti come questo sarebbe meglio chiedere rispetto e silenzio e lasciare lavorare le forze dell'ordine e non montare dei casi che alla fine alimentano appunto solo l'odio».

Ultimo aggiornamento: Giovedì 19 Dicembre 2019, 08:26
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