"L'amore finisce? Ecco come vendicarsi": Daniela e i metodi più cattivi per far soffrire gli uomini

"L'amore finisce? Ecco come vendicarsi": Daniela e i metodi più cattivi per far soffrire gli uomini

«Più tratto male gli uomini, più mi amano»: il teorema cantato da Marco Ferradini all'inizio degli anni '80, nella celebre canzone, ha trovato pieno riflesso in lei, Daniela Farnese, scrittrice e blogger italiana, che è partita dalle sue esperienze negative con gli uomini per scrivere un libro, "101 modi per far soffrire gli uomini".

La Farnese, ospite giovedì pomeriggio a La Vita in Diretta, è partita proprio dal suo libro per spiegare il suo rapporto burrascoso con il sesso maschile. «Sono cintura nera di sofferenza in amore: una volta metabolizzata la sofferenza, inizio a ragionare su quella che può essere la prossima mossa - racconta - nel 2011 ho pubblicato questo libro per il mio ex, o meglio per i miei ex, avevo sofferto così tanto per amore che ho sentito il bisogno di metterlo per iscritto».

«Nel libro ho messo tanti piccoli stratagemmi per vendicarti quando è finita: come cancellare al tuo ex l'account di Facebook, o la rubrica del cellulare, o vendere le sue cose su eBay, o ancora chiudere tutte le utenze, della luce, del gas o dell'ADSL, per costringerli a lunghe code e attese per ripristinare tutto - continua - Ma la più grande vendetta è stata dimenticarmi di loro. Non sono una che resta amica del suo ex, anche perché non riesco a capire come possano continuare a vivere senza di me: mi sono fatta poi l'idea che prima o poi gli uomini tornano tutti, ma sempre nei modi sbagliati».

Adesso Daniela ha un compagno e un figlio: «La nostra storia è molto burrascosa - racconta ancora - lui è un maschio alpha, io ho avuto relazioni catastrofiche, anche per colpa mia, non sono una ragazza semplice. Ogni due settimane gli faccio una sceneggiata, lo caccio di casa e ci lasciamo. Lui è gelosissimo, io non sono una che indaga sulle cose nascoste o controlla i messaggi, ma se mi lasci Facebook aperto non vedo cosa ci sia di male a dare un'occhiata...». 

«Non riesco a spiegarmi da dove nasca la loro visione limitata: aprono il frigo e vedono soltanto la prima fila, vivono con te da mille anni e non sanno ancora qual è il cassetto dei calzini - conclude - Con il mio compagno mi viene naturale fare quelle cose subdole, tipo stare in silenzio e dire che non ho niente, per poi esplodere. Spesso cerco di somigliare a mia madre, ma soprattutto a sua madre, così impazzisce e si arrabbia ancora di più».


Ultimo aggiornamento: Giovedì 1 Febbraio 2018, 16:09
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