Green pass, Draghi: «Servirà per non chiudere, invitare a non vaccinarsi è invitare a morire o far morire»

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Green pass, la conferenza stampa di Mario Draghi al termine del Consiglio dei ministri: «Servirà ad aprire e tenere aperto, l'economia è in ripresa e con questo strumento potrà migliorare ancora. I vaccini funzionano e gli appelli a non vaccinarsi sono inviti a morire e far morire».

 

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«Oggi abbiamo parlato sia dell'emergenza Covid che, in forma molto rapida, della riforma della giustizia. L'economia italiana è in ripresa e cresciamo a un ritmo superiore rispetto agli altri paesi europei. La variante Delta è però minacciosa perché si espande molto rapidamente, altri paesi europei sono più avanti di noi nei contagi ma senza reagire subito quelle realtà si presenteranno in poco tempo» - ha spiegato Mario Draghi - «Oggi abbiamo preso provvedimenti importanti perché introducono la certificazione verde su base estensiva, ma il merito del miglioramento è senza dubbio della campagna vaccinale. Stiamo andando velocemente, 2/3 degli italiani over 12 hanno ricevuto una dose e oltre la metà ha completato il ciclo vaccinale. L'obiettivo del generale Figliuolo, di raggiungere 60 milioni di dosi, è stato raggiunto e superato. Abbiamo inoculato 105 dosi ogni 100 abitanti, quasi tutti gli over 70 sono protetti e abbiamo molta meno pressione sugli ospedali rispetto a fine marzo. Invito tutti gli italiani a vaccinarsi subito».

 

 

«Le proiezioni di due mesi fa prevedevano uno scenario molto peggiore di quello che stiamo vivendo oggi, sempre grazie alla campagna vaccinale. Migliora dell'1,2% la produzione industriale, occupazione in aumento, calano i lavoratori inattivi, la situazione è in costante miglioramento e per questo invito gli italiani a vaccinarsi. Il green pass è uno strumento per aprire e mantenere aperto, lasciando le Regioni in zona bianca» - aggiunge Mario Draghi - «Il punto di partenza della riforma della giustizia è quello approvato all'unanimità in Consiglio dei ministri e oggi ho chiesto la fiducia, siamo aperti a migliorie tecniche e siamo disponibili ad un altro passaggio in Cdm».

 

Dopo Mario Draghi, ha preso la parola Roberto Speranza. «Abbiamo prorogato dello stato d'emergenza al 31 dicembre e cambiato i parametri per i colori delle Regioni (non più l'RT o l'incidenza, ma il tasso di ospedalizzazione). Si passerà in zona gialla solo quando il tasso delle terapie intensive supererà il 10% e contemporaneamente i ricoveri supereranno il 15%, in arancione quando le terapie intensive saranno al 20% e ricoveri al 30%, zona rossa con terapie intensive al 30% e ricoveri al 40%» - spiega il ministro della Salute - «In questa fase, con la campagna vaccinale avanzata, il parametro di rischio non può più essere il numero di contagi, ma la pressione ospedaliera: su questo siamo totalmente d'accordo con le Regioni. Il green pass è uno strumento con cui gli italiani hanno a che fare da diverse settimane, ne sono stati scaricati già 40 milioni fino ad oggi. Ad oggi lo abbiamo utilizzato per matrimoni e visite nelle Rsa, ora lo estendiamo ad altre attività e servizi come ristoranti al chiuso, spettacoli e competizioni sportive, musei, piscine, palestre, centri benessere, sagre, sale gioco e sale scommesse, procedure concorsuali. Ribadisco l'invito a vaccinarsi per tutti gli italiani».

 

Mario Draghi ha poi risposto alle domande dei cronisti. «Vogliamo che l'estate degli italiani rimanga serena, con la possibilità di proseguire tutte le attività. Sappiamo che sarà difficile applicare il green pass, ma questo darà serenità, non la toglierà» - spiega il presidente del Consiglio - «L'appello a non vaccinarsi è un appello a morire o far morire, nient'altro. Senza vaccinazioni, dovremo chiudere di nuovo, con gravi conseguenze sull'ecionomia. Grazie ai vaccini sono molto calate le ospedalizzazioni e i decessi rispetto a quattro mesi fa. Il decreto di oggi, che ha affrontato temi già molto complessi, ha lasciato fuori tre settori molto delicati: scuola, trasporti e lavoro. Li affronteremo rapidamente, dalla settimana prossima».

 

«Dobbiamo recuperare un 15% di docenti che non si sono vaccinati, ma le adesioni sono state buone e non voglio che passino messaggi sbagliati. Consentire la scuola in presenza è una priorità di questo governo e stiamo già lavorando in vista di settembre» - ha spiegato Roberto Speranza - «L'iniziativa del green pass è di tipo europeo e noi seguiamo l'Ema, che non ha ancora approvato Sputnik, quindi non possiamo garantirlo a chi è stato vaccinato con il vaccino russo».

 

In conferenza stampa era presente anche Marta Cartabia, che ha ovviamente affrontato il tema della riforma della giustizia. «Non risponderà solo alle condizioni del Pnrr che chiede di ridurre i processi penali del 25%, ma soprattutto alle esigenze dei cittadini. La ragionevole durata del processo è una garanzia dei diritti ed evita la prescrizione. Il percorso non è stato semplice, tutti hanno punti sensibili, tutti hanno dato apporti, tutti hanno richiesto di eliminare degli elementi che trovavano particolarmente difficili» - ha spiegato la ministra della Giustizia - «Un punto specifico, su cui si è espressa preoccupazione da più voci, è l'interruzone di processi importanti. Stiamo valutando accorgimenti tecnici, data la criticità di alcune Corti d'Appello dobbiamo evitare che l'impatto di una novità come quella che è stata introdotta, soprattutto con l'improcedibilità dopo un certo periodo di tempo, che è variabile a seconda della gravità della situazioni, non provocasse una interruzione di procedimenti importanti. Questa è una preoccupazione molto seria che anche il governo ha avuto fin dall'inizio e sulla quale si stanno valutando questi accorgimenti tecnici».

 

Sulla riforma della giustizia, invece, Mario Draghi ha spiegato: «La richiesta di autorizzazione di fiducia è dovuta al fatto di voler porre un punto fermo. C'è tutta la buona volontà ad accogliere emendamenti che siano di carattere tecnico e non stravolgano l'impianto della riforma e siano condivisi. Non mi riferirei solo agli emendamenti di una parte, perché ci sono anche altre parti. Nessuno vuole sacche di impunità, bene processi rapidi e tutti i colpevoli puniti, è bene mettere in chiaro da che parte stiamo. Il testo della riforma della giustizia è stato approvato dal cdm poi faremo di tutto per arrivare ad un testo condiviso». Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto: «Chiedere la fiducia può avere delle conseguenze diverse prima del semestre bianco o durante il semestre bianco, ma la diversità è molto sopravvalutata. Chiederla cinque o sei giorni prima è come chiederla durante, perché i tempi per organizzare una consultazione elettorale non ci sarebbero comunque. Una riforma come quella della giustizia deve essere condivisa ma non è giusto minacciare un evento, la consultazione elettorale, se non la sia approva». 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Luglio 2021, 07:09
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