Vaccino, verso obbligo terza dose per i sanitari. Veneto oltre mille casi: non succedeva da un anno

Vaccino, verso obbligo terza dose per i sanitari. Veneto oltre mille casi: non succedeva da un anno

A breve potrebbe arrivare l'obbligatorietà della terza dose per gli operatori sanitari, come già era avvenuto per le prime due. A dirlo è il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che in un'intervista all'ANSA afferma che «è probabile che già nei prossimi giorni si possa arrivare a sancire l'obbligatorietà della terza dose della vaccinazione anti-Covid per il personale sanitario e delle Rsa». «Per una questione di buon senso e anche di credibilità, auspico - ha sottolineato - che per quelle categorie per le quali è previsto l'obbligo vaccinale, ovvero sanitari e tutti coloro che entrano in contatto con le Rsa, sia previsto ovviamente anche l'obbligo della terza dose. L'auspicio è che si arrivi rapidamente a questa scelta».

 

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Costa ha quindi rilevato come «convincere lo zoccolo duro dei medici che non si sono finora vaccinati, anche se sono una netta minoranza, è l'aspetto più complicato». «Mi aspettavo da coloro che hanno vissuto in prima linea la pandemia e che hanno visto morire tanti concittadini, e che fanno i medici e quindi per definizione dovrebbero affidarsi alla scienza, che fossero i testimonial della vaccinazione e non - ha affermato Costa - di dovermi rapportare con loro perché non si vogliono vaccinare». «Chi tra i medici non dovesse fare la terza dose, in caso di obbligatorietà, si potrebbe dunque esporre a delle conseguenze, come già accade rispetto al ciclo vaccinale di base obbligatorio per questa categoria», ha concluso Costa.

 

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Il 30% operatori ha ricevuto la terza dose

 

È di circa il 30% la percentuale di medici, infermieri e operatori in servizio negli ospedali e nelle strutture sanitarie ad aver ricevuto il richiamo contro il Covid. Su 2,1 milioni di dosi booster somministrate in tutta Italia, secondo l'analisi condotta da Fiaso (la federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere), sugli open data messi a disposizione dalla struttura del Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, circa 415 mila sono andate a soggetti tra 20 e 60 anni che rappresentano per lo più la platea di personale sanitario, in tutto 1 milione 400mila unità, a cui è destinato il richiamo vaccinale. In una settimana, dunque, la percentuale di somministrazioni delle terze dosi anti Covid per gli operatori sanitari è cresciuta significativamente di 12 punti percentuali passando dal 18 al 30%.

 

«Quasi un terzo degli operatori sanitari ha ricevuto la dose booster: questo significa mettere in sicurezza prioritariamente i professionisti che sono ancora in prima linea nei reparti Covid dai pronto soccorso alle rianimazioni e che sono più esposti al rischio - commenta Giovanni Migliore, presidente Fiaso - Nell'ultima settimana la campagna vaccinale sulle terze dosi per il personale sanitario ha registrato un ritmo maggiore di crescita; le Aziende sanitarie e ospedaliere sono al lavoro adesso per completare i richiami su tutti gli operatori sanitari che sono stati vaccinati ormai da quasi 10 mesi e che sono chiamati ora ad affrontare la nuova recrudescenza del virus».

 

Costa: minoranze non impediscano la normalità

 

«È fondamentale continuare a vaccinare e procedere rapidamente con la terza dose, su questo siamo pronti, e sarebbe importante convincere almeno una parte di coloro che continuano ad andare a protestare. Non possiamo permettere che le posizioni di una minoranza senza alcun supporto scientifico ostacolino e impediscano al nostro Paese di tornare alla normalità».

 

Rispetto alla situazione della pandemia in Italia, «non dobbiamo creare allarmismi ed il percorso attivato dal governo ci ha permesso tutto sommato di avere ancora una situazione sotto controllo, ma non dobbiamo dimenticare - ha aggiunto il sottosegretario - come ha detto il presidente Mattarella, che il tempo della prudenza e del senso di responsabilità non è ancora finito. Quindi dobbiamo affrontare le prossime settimane rispettando le regole, con responsabilità e con fiducia».

 

Veneto torna oltre i mille casi in un giorno

 

In Veneto dopo mesi i contagi Covid tornano a sfondare la quota psicologica dei 1.000 casi giornalieri. Nelle ultime 24 ore sono state 1.077 le persone risultate positive ai tamponi. Si registrano anche 5 vittime. Lo riferisce il bollettino della Regione. Numeri che confermano la nuova ondata in atto, e che non si vedevano dall'inverno scorso. Il totale degli infetti dall'inizio dell'epidemia arriva a 488.269, quello dei decessi a 11..863. Schizza verso l'alto il numero dei soggetti attualmente positivi, 14.224 (+615). L'andamento dei dati ospedalieri non mostra invece segni di criticità: i ricoverati con Covid nei reparti non critici, sono 269 (-4), quelli nelle terapia intensive 59 (+2).


Ultimo aggiornamento: Venerdì 12 Novembre 2021, 15:17
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