Treni, aerei, navi: ecco cosa si rischia. Dalle destinazioni da evitare alle precauzioni da adottare: come viaggiare ai tempi del Coronavirus
di Valeria Arnaldi

Treni, aerei, navi: ecco cosa si rischia. Dalle destinazioni da evitare alle precauzioni da adottare: come viaggiare ai tempi del Coronavirus

Alberghi e partenze disdette, richieste di garanzie di sicurezza per i viaggi. La paura del Coronavirus mette in difficoltà il turismo. Sono sempre di più i viaggiatori italiani che disdicono le partenze. E pure gli stranieri che evitano il nostro Paese. Cna Turismo ha rilevato il 4% di disdette degli arrivi di singoli entro il 28 febbraio e il 3% entro il 30 marzo. Il calo è meno drastico (-2%) per quanto riguarda i viaggi di gruppo. Pure gli italiani vanno meno all'estero: tagli del 9% delle partenze individuali entro il 28 febbraio, del 7% entro il 30 marzo e del 3% entro il 30 giugno. In caso di viaggi di gruppo si scende al 4% delle prenotazioni entro il 28 febbraio e del 2% entro il 30 marzo. La preoccupazione però rimane, anche se spesso infondata.


Quali le mete da evitare per il Coronavirus?
Le indicazioni sulle mete sconsigliate arrivano dall’Unità della Crisi della Farnesina. Si raccomanda di «evitare tutti i viaggi nella provincia dell’Hubei», ma non solo. Il consiglio infatti è quello di posticipare tutte le partenze per la Cina. Dato l’incremento di casi di contagio, è bene pure non effettuare spostamenti a Daegu e Cheongdo (Corea del Sud). In Iran, si raccomanda di non recarsi a Qom. Negli aeroporti è presente materiale informativo per i viaggiatori internazionali.

La partenza non è rinviabile, come si fa?
Se non è possibile evitare il viaggio in zone a rischio è bene ricorrere ad alcune precauzioni, in particolare, per la Cina. Nelle aree più pericolose per il contagio, il Ministero della Salute raccomanda di vaccinarsi contro l’influenza stagionale. Il vaccino deve essere fatto almeno due settimane prima di partire. Ciò ha il fine anche di facilitare l’eventuale diagnosi del coronavirus. Bisogna inoltre evitare di visitare mercati di prodotti alimentari freschi di origine animale e di animali vivi. 

Che fare se sale la febbre mentre si viaggia?
Se si manifestano i sintomi durante il viaggio, il primo passo è coprirsi il viso con una mascherina oppure - se questa non fosse disponibile - utilizzare tessuti per coprire naso e bocca in caso di starnuto o colpi di tosse. Si possono utilizzare pure i fazzolettini di carta. Occorre rivolgersi immediatamente a un medico e alle autorità sanitarie, cercando i numeri di emergenza predisposti proprio per venire incontro all’emergenza legata al Coronavirus. Nel nostro Paese, il numero è 1500. 

A chi rivolgersi se sta male in un altro paese?
Il Coronavirus ha un tempo di incubazione abbastanza lungo, dunque potrebbe capitare che i sintomi della malattia (come tosse, mal di gola, febbre e difficoltà respiratorie) si manifestino chiaramente mentre ci si trova in viaggio all’estero oppure nelle aree a rischio italiane. In questo caso, il primo passo è sempre quello di contattare subito il medico. È bene mettersi in contatto pure con l’Ambasciata o il Consolato del proprio Paese per avere assistenza in caso di bisogno. 

Come affrontare un viaggio in aereo
Le norme raccomandate per tutelarsi dal Coronavirus quando si fa un viaggio in aereo sono incentrate sulla massima attenzione per l’igiene. Bisogna evitare il contatto ravvicinato con persone che mostrano possibili sintomi della malattia, lavarsi spesso le mani anche usando un disinfettante con almeno il 60% di alcol, peraltro facile da trovare in formati adatti alle regole che disciplinano l’imbarco. È necessario evitare sempre di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non lavate. 

Imbarcarsi in sicurezza quali norme richiede?
Se si viaggia in nave, le precauzioni consigliate sono simili a quelle per i voli aerei. In caso di partecipazione ad una crociera, è bene tenersi a distanza da chi manifesta sintomi. Lo statunitense CDC-Center for Disease Control and Prevention raccomanda di riprogrammare in data futura eventuali viaggi in nave verso l’Asia o al suo interno. L’istituzione esorta inoltre a contattare il proprio medico prima di decidere di partire: anziani e viaggiatori con problemi cronici di salute sono più a rischio.

È vero che il rischio corre sui binari?
Contagio? Il treno non è il mezzo più a rischio. Trenitalia ha predisposto misure per garantire la massima sicurezza ai viaggiatori: dall’installazione a bordo di dispenser di disinfettante per mani alla consegna di equipaggiamento protettivo al personale, dal potenziamento delle attività di pulizia disinfettanti alla diffusione del vademecum del Ministero della Salute. Anche sui convogli di Italo il personale viene protetto e si effettuano «attività straordinaria di pulizia specifica a bordo dei treni».

Mascherine e medicine, ecco cosa non dimenticare
In valigia può essere utile tenere una mascherina che però, come ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità, deve essere usata da chi ha problemi di salute oppure da chi si prende cura di un malato con sospetta infezione da coronavirus. Non è necessaria se si è in buone condizioni. Sono da tenere sempre con sè, invece, disinfettanti a base di alcol per lavare le mani frequentemente, pure in assenza di acqua e sapone. Se si usa il sapone, invece, è bene lavare le mani almeno per 20 secondi.

Come avere i rimborsi se non si parte più
Trenitalia prevede il rimborso integrale dei biglietti acquistati fino al 23 febbraio (con bonus per frecce e Intercity e viaggi misti e denaro per i regionali). Le richieste di rimborso dovranno essere presentate entro il 1 marzo. Italo concederà bonus a chi rinuncia a un viaggio fino «al 1 marzo, ma solo nelle zone interessate dal contagio epidemiologico». Il Ministero dell’Istruzione ha predisposto il rimborso integrale per le gite scolastiche che non si possono pià effettuare. Rimborsabili pure le partite a porte chiuse.

Quarantena se di ritorno dalle zone a rischio
Se - entro le due settimane dal rientro da aree ritenute a rischio - si manifestano sintomi compatibili con quelli del Coronavirus, il Ministero della Salute raccomanda di contattare il numero telefonico gratuito 1500. Le persone tornate dalla Cina negli ultimi 14 giorni, sono «tenute a comunicarlo al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente», che provvederà «a far applicare la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva».
 
Ultimo aggiornamento: Martedì 25 Febbraio 2020, 13:28
© RIPRODUZIONE RISERVATA