Codice Lilla, negli ospedali non c'è traccia: anoressici ignorati al pronto soccorso

di Lorena Loiacono
Negli ospedali non c'è traccia del codice lilla. Inesistente nonostante le raccomandazioni del ministrero della Salute, che l'ha istituito. Come mai? «Semplice, in Italia nessuno si prende cura dei pazienti anoressici. La verità è questa».
PAZIENTI DISORIENTATI
Fabiola De Clercq, presidente dell'Aba (Associazione bulimia e anoressia) da decenni è in prima linea: «Ho visto migliaia di ragazze anoressiche, ho visto donne adulte pesare 18 chilogrammi. Prima eravamo in pochi ad occuparci di loro, oggi per fortuna ci sono più associazioni. Ma l'assistenza pubblica non c'è. Incontro circa 150 ragazze a settimana, vengono all'Aba perché altrimenti non saprebbero dove andare. Negli ospedali ignorano come trattarle le pazienti anoressiche. E' importantissimo che il codice lilla venga attivato, con corsi di formazione appositi».

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GIORNATA NAZIONALE
Solo che le linee di indirizzo del Ministero della Salute restano sulla carta. E bisognerà aspettare almeno un anno almeno prima di vedere qualcosa. «Abbiamo pubblicato le linee di indirizzo per il codice lilla, però non possiamo obbligare gli ospedali ad attivarle spiega la dottoressa Denise Giacomini, referente ministeriale per il codice lilla . L'informativa è arrivata agli assessorati regionali che devono provvedere poi a diramarla agli ospedali. Per la prima volta, il prossimo 15 marzo, sarà la Giornata nazionale dei disturbi dell'alimentazione e in quella occasione saranno ufficializzate le linee di indirizzo: entro l'anno contiamo di far partire una survey in tutta Italia per capire quanti sono i pazienti affetti da disturbo dell'alimentazione e con quei dati potremmo poi intervenire nei territori più a rischio, dove c'è maggiore incidenza ad esempio. L'intervento del ministero non è un'imposizione ma possiamo monitorare ed insistere affinché un ospedale attivi il proprio codice lilla».
I dati sui problemi dell'alimentazione sono in continuo aumento. Fondamentale sarà lo studio del ministero, per insistere sui singoli ospedali allo scopo di avviare il codice lilla. Fondi ad hoc non ce ne sono ma, con l'istituzione della Giornata nazionale potrebbero arrivare risorse specifiche per centri ed associazioni.
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Venerdì 21 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 08:41
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