Bicarbonato per curare il cancro: "Luca stava morendo, Simoncini ci diceva che era una reazione positiva"

Bicarbonato per curare il cancro: "Luca stava morendo, Simoncini ci diceva che era una reazione positiva"

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Luca Olivotto aveva 27 anni quando è morto, stroncato da un cancro al cervello, curato con la "cura Simoncini", ovvero con una terapia a base di bicarbonato di sodio. Per questa storia lo stesso ex medico (radiato dall'albo) Tullio Simoncini, ieri, è stato condannato a 5 anni e 6 mesi di carcere, mentre il suo collaboratore Roberto Gandini è stato condannato a 2 anni per omicidio colposo. Dosi somministrate per via arteriosa, che hanno ucciso nel 2012 il giovane, in una clinica di Tirana.



La vicenda risale ai sei anni fa: la famiglia scopre, curiosando su internet, «il metodo Simoncini» secondo il quale il cancro è un fungo, curabile appunto col bicarbonato. Il 14 ottobre, Luca arriva in Albania e viene ricoverato presso l'Universal Hospital Group di Tirana: poco dopo l'inizio della terapia il giovane si sente male e perde autonomia nelle sue funzioni principali. Il 18 ottobre entra in coma. I genitori chiedono l'intervento di una ambulanza, ma è tutto inutile: Olivotto muore durante il trasporto in ospedale. La vicenda giudiziaria ha portato alla luce che quella somministrazione di bicarbonato gli è stata fatale. 

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Nel pomeriggio di oggi, a La Vita in Diretta, la sorella di Luca ha raccontato la sua storia. Simoncini si faceva pagare 20mila euro per questa falsa cura, "alternativa" alla chemioterapia, cura che lo ha ucciso in pochi giorni. 
«Luca faceva una vita regolarissima e ha vissuto sereno fino a 27 anni», le sue parole. «Eravamo in attesa di una nuova operazione, per una terapia convenzionale. Simoncini ci prospettò una cura a base di bicarbonato di sodio: noi siamo una famiglia molto unita, eravamo tutti d'accordo, anche con Luca, di intraprendere questa strada».



«Quello su cui puntano questi truffatori, in questo caso Simoncini - continua - è convincerti che in ogni caso non c'è rischio di effetti negativi sulla salute: abbiamo pensato che nella peggiore delle ipotesi avremmo avuto un danno solo economico. Avevamo un mese di tempo "morto", in attesa dell'operazione, Luca era d'accordo perché pensavamo non ci fossero rischi, ma se solo avessimo immaginato che potesse subire problemi, anche un semplice mal di testa, non avremmo mai intrapreso questa strada».



«Ora dico a tutti di non farlo - conclude - perché di questi guaritori non ci si può fidare, cure semplici non ne esistono. Luca è morto in 4 giorni dopo sole due somministrazioni: mentre aveva i primi peggioramenti, il medico stesso, che non era lì ma seguiva tutto per via telefonica, ci rassicurava dicendo che la reazione era positiva e che c'era da sperare bene. Luca peggiorava, ma per lui erano effetti naturali e positivi».


Martedì 16 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 19:58
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