Aperitivi negazionisti, i social con Rosanna: «Fateci morire in pace». Ieri il blitz, pugni a un giornalista

Aperitivi negazionisti, i social con Rosanna: «Fateci morire in pace». Ieri il blitz, pugni a un giornalista

Aperitivi negazionisti, i social si dividono su Rosanna Spatari, la proprietaria della Torteria di Chivasso, il locale simbolo degli 'aperitivi negazionisti'. Il giorno dopo il blitz con sequestro del locale, su Twitter è in tendenza l'hashtag #iostoconRosanna: centinaia i post a sostegno della titolare della Torteria, da parte di chi la difende e attacca invece le misure anti Covid. Ma altrettanti sono coloro che attaccano lei, i suoi clienti e i suoi sostenitori.

 

«Le forze dell’ordine per uno stipendio calpestano onore e dignità», scrive un utente, che posta la foto dei carabinieri alla Torteria a fianco a fianco a quella dei festeggiamenti dello scudetto dell’Inter. «La polizia in Italia non fa niente, tutela i criminali ma arriva con la musica di Apocalypse Now a chiudere La Torteria», scrive un’altra. «Vorrei chiedere alle forze dell’ordine con che coraggio tornano a casa e guardano in faccia i familiari dopo aver assaltato in centinaia un’attività familiare», le parole di un altro utente.

 

Ma nonostante siano in tantissimi a sostenere Rosanna, c’è anche chi la pensa diversamente. «Chiamate resistenza una che in barba alle disposizioni attuali si comporta da furbetta e piangete perché gli sequestrano il locale? - si chiede un utente - Sapete ancora che significa legalità? E gli altri sono scemi?». Anche il racconto su quanto accaduto, sembra abbastanza confuso: c’è chi parla di 30 tra poliziotti e carabinieri, chi scrive 250, la stessa Rosanna, in un video, dice «sono arrivati in 150 insieme ai giornalisti». E proprio questi ultimi hanno avuto la peggio, aggrediti dai fan della Torteria negazionista.

 

 

La titolare scatenata. Picchiato un giornalista

 

Ieri le forze dell'ordine hanno fatto irruzione nel locale e lo hanno posto sotto sequestro: c'è stata tensione durante il blitz, con un giornalista di una testata locale che è stato aggredito da uno dei manifestanti presenti in piazza d'Armi in solidarietà alla esercente. Il reporter, che stava documentando le fasi del sequestro, è stato avvicinato da un uomo che dopo averlo minacciato e insultato lo ha colpito con un pugno al volto e un calcio alle gambe.

 

«Vergognatevi, la gente moriva anche prima. Sveglia!», aveva protestato Rosanna Spatari contro la decisione di porre sotto sequestro la sua Torteria a causa delle «ripetute e gravi violazioni delle norme anti Covid». Davanti al locale le forze dell'ordine hanno formato un cordone per tenere a distanza una trentina di negazionisti che protestavano, la maggior parte senza mascherina.

 

 

I clienti: «Fateci morire in pace»

 

Alle persone che invitavano l'esercente a farsi da parte, la donna - sostenuta da alcuni suoi clienti - rispondeva per le rime: «Io lotto per i diritti umani, mi dovete rispettare». «A che ora se ne vanno che veniamo qui? Veniamo qui stasera, ci mettiamo fuori», dice uno, mentre altri gridano «dittatura dittatura» e sostengono che «la guerra era meglio», polemizzando con i giornalisti presenti perché non vogliono essere ripresi e fotografati. «Lasciateci morire in pace», urlano altri all'indirizzo delle forze dell'ordine.

 

Ieri il blitz: locale sotto sequestro

 

L'irruzione di carabinieri, polizia e vigili urbani è avvenuta ieri mattina, dopo i numerosi aperitivi negazionisti. Il sequestro è scattato su richiesta della Procura di Ivrea che ha aperto un procedimento penale sulla Torteria, in seguito alla segnalazione delle «ripetute e gravi violazioni delle norme anti Covid rilevate - ricorda la Prefettura di Torino in una nota - e del mancato rispetto delle conseguenti sanzioni amministrative, tra cui la sospensione dell'attività, comminate all'esercente e ai clienti del locale». Comportamenti, che, infrangendo le norme per la prevenzione della diffusione del contagio, «hanno comportato potenziali situazioni di rischio per la salute pubblica».

 

«Gli interventi sanzionatori di tali condotte, ora sottoposte al vaglio anche in sede penale, oltre ad assicurare il rispetto della legalità costituiscono un atto doveroso - prosegue la Prefettura - anche nei confronti dell'atteggiamento in grandissima parte responsabile e rispettoso delle disposizioni tenuto dagli operatori del settore nel territorio di Torino a fronte dei disagi sopportati in conseguenza delle restrizioni adottate per il contenimento del contagio». A seguito dell'esecuzione del sequestro e della chiusura dell'attività, il locale sarà consegnato al custode giudiziario nominato dall'autorità giudiziaria. 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 7 Maggio 2021, 11:43
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