Ansia da selfie: tre ragazzi su dieci non possono fare a meno dei like. L'esperto: «Creano dipendenza»
di Lorena Loiacono

Ansia da selfie: tre ragazzi su dieci non possono fare a meno dei like. L'esperto: «Creano dipendenza»

Addio specchio delle mie brame, è il selfie a decretare chi è davvero la più bella del reame. Quasi un adolescente su due scatta foto a raffica per trovare, tra centinaia di immagini, il selfie perfetto da ritoccare e poi postare online e, vivendo l'attesa con una forte ansia da prestazione, aspetta like e commenti dagli amici. Neanche fosse un esame o, meglio, il patibolo. Tanto che, in questa ansia collettiva in cui tutto si misura a colpi di like, anche Instagram, uno dei maggiori social network, ha deciso di sperimentare una novità che potrebbe stravolgere l'uso e soprattutto l'abuso dei social: non rendere visibile il numero dei like ricevuti sotto le foto. Basti pensare che un ragazzo su 10 ha deciso di mettersi a dieta per apparire meglio nei selfie, tra questi l'80% sono ragazze.

A rivelarlo è uno studio dell'Osservatorio nazionale Adolescenza, effettuato su un campione di circa 12.750 adolescenti, da cui emerge anche che quasi 3 ragazzi dai 14 ai 19 anni su 10 hanno l'ansia prima di pubblicare una foto per paura che non possa piacere, che non ottenga consensi o che addirittura venga criticata. Una sorta di ansia da prestazione e di ansia da esposizione che riguarda anche il 22% dei ragazzini dagli 11 ai 13 anni. E quindi più di 6 ragazzi su 10, dagli 11 ai 19 anni, dichiarano di sentirsi felici quando ricevono tanti like ai post e tanti commenti positivi.

L'ossessione da like è legata anche allo strumento migliore, tra smartphone performanti e app da fotoritocco, al chi mette il mi piace. Il 66% degli adolescenti dichiara infatti di controllare minuziosamente chi mette il like ai post pubblicati e anche chi guarda le loro storie. E l'autostima cresce in maniera proporzionale. I like sui social, quindi, vengono interpretati dagli adolescenti come misura delle qualità o, allo stesso modo, delle debolezze personali? «A volte mi sembra che questi ragazzi navighino in balia dell'andamento dei follower, dei like e dei commenti - spiega Maura Manca, presidente dell'Osservatorio Nazionale Adolescenza - significa che mancano delle basi solide su cui poggiare. Molti mi confidano la paura di perdere i follower o i like. Chi non regge più il confronto decide di chiudere il profilo e di eliminare l'ansia da social. Per questo credo che possa essere utile non vedere più il numero di like, ma creerà non pochi problemi a chi invece colma i propri vuoti con i like. Il proprio profilo rischia di diventare l'unico specchio nel quale riflettere la propria persona».
riproduzione riservata ®
Mercoledì 24 Luglio 2019, 05:01
© RIPRODUZIONE RISERVATA