Apocalisse a Venezia: acqua alta record. Due morti a Pellestrina, danni alla basilica di San Marco

Venezia, l'acqua alta è un disastro: due morti, un centro storico dall'aspetto spettrale e un nuovo picco questa mattina. Le previsioni del Centro maree del Comune della Laguna danno la situazione in grave peggioramento, dopo l'alta marea eccezionale di ieri sera continuata stamattina: la circolazione dei vaporetti è stata limitata agli imbarcaderi principali, mentre sono pochi i passanti, tra cui i turisti, che si avventurano tra calli e campi tutti ricoperti d'acqua.

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La protezione civile raccomanda «massima cautela». Dai 148 centimetri delle ore 22 con l'82% della città allagata, alle ore 22.52 di ieri sera si sono già toccati i 187 cm. Poi si è passati a 181 alle ore 23.00, cui è seguito un «salto» di 12 centimetri, a 169, alle 23.10. E questa mattina sono suonate le sirene d'allarme per il nuovo picco. 

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«Siamo stati a un soffio dall'Apocalisse, a un pelo dal disastro», ha detto all'Ansa il procuratore della Basilica di San Marco, Pierpaolo Campostrini, raccontando quello che la mareggiata di ieri sera ha portato alla chiesa. «Superato il metro e 65 cm - ha aggiunto - l'acqua è entrata nella basilica, ha allagato il pavimento e rompendo le finestre è entrata nella cripta, allagandola. La cosa è pericolosa non tanto per le cose in essa contenute, ma perché l'acqua avrebbe potuto dare problemi statici alle colonne, che reggono la basilica».
 
 

120 CM D'ACQUA NELLA CRIPTA DI SAN MARCO È stata allagata da 120 cm di acqua la cripta della Basilica di San Marco, a causa dell'acqua alta verificatasi la scorsa notte a Venezia, ha detto il primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin. «È la prima volta - ha proseguito Tesserin - che succede dopo la grande marea del 1966, ed è stata un'amara sorpresa. Questa volta, l'acqua non è arrivata dal pavimento ma è entrata dalle finestre. Ci sono stati danni alle tombe dei patriarchi».

«Fortunatamente - ha proseguito Tesserin - in aggiunta a quelle esistenti abbiamo portato altre pompe, per cui in meno di 24 ore l'abbiamo messa all'asciutto. Però i danni rimangono, perché in queste 20 ore circa la capacità di assorbimento dei pavimenti e delle pareti è drammatica. La verificheremo nei tempi, speriamo non sia così come temiamo».

 
 

DUE MORTI A PELLESTRINA Dopo l'inferno di vento e acqua di ieri sera il bilancio è pesantissimoDue le persone morte, danni ovunque, barche arrivate sulle fondamenta e sulle calli, vaporetti scaraventati contro le rive, un incendio a Ca' Pesaro. «Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l'80% delle città è sott'acqua, danni inimmaginabili, paurosi», ha detto il Presidente del Veneto della Lega, Luca Zaia, in collegamento con Mattino 5. Il centro maree segnala che la laguna sta subendo gli effetti di non previste raffiche di vento da 100 Km orari. Se venisse raggiunta la soglia dei 190 cm si tratterebbe della seconda acqua alta più elevata dal 1923, dopo i 194 cm della storica alluvione del 1966.
Sono due le persone morte ieri sera a Pellestrina mentre infuriava la mareggiata che ha devastato Venezia, con una punta di marea di 187 centimetri. All'anziano di 78 anni, rimasto fulminato mentre cercava di far ripartire le elettropompe nella sua casa allagata, si è aggiunto un secondo abitante dell'isola, trovato deceduto anche lui in casa, probabilmente per cause naturali. A provocare la morte dell'anziano, secondo le prime informazioni, un corto circuito elettrico innescato dalla marea che gli era entrata in casa. I Carabinieri si trovano sul posto, per svolgere accertamenti sull'esatta dinamica dell'incidente.

SINDACO BRUGNARO ANNUNCIA RICHIESTA CRISI Dopo il picco straordinario di marea da 187 centimetri che questa notte ha colpito Venezia, l'amministrazione comunale presenterà richiesta di stato di crisi alla Regione Veneto, ai fini della successiva dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. «Tutti i cittadini e le imprese raccolgano materiale utile a dimostrare i danni subiti con fotografie, video, documenti o altro - ribadisce il sindaco Brugnaro - nei prossimi giorni comunicheremo le modalità precise per la richiesta di contributo». 

«La città è in ginocchio - spiega Brugnaro intervistato da Agorà - La città è in ginocchio perché l'acqua, superando le barriere, ha inondato i negozi. Perché non ci sono solo i monumenti, ci sono anche i veneziani che sono quelli che stanno spalando acqua e tenendo duro. Gli impianti elettrici, tutto è andato sotto l'acqua, acqua di mare. Ci sono danni ingenti». «I danni? Una cifra enorme, inestimabile - aggiunge - Questi sono gli effetti degli eventi climatici. Penso sia il momento che il Mose funzioni».
 
 

LA FENICE 'COLPITA' DA ACQUA ALTA L'acqua alta che ha colpito Venezia non ha risparmiato il Teatro La Fenice. L'acqua non ha intaccato la struttura del teatro ma ha invaso le aree di servizio rendendo inutilizzabile (è stato disattivato) il sistema elettrico e quello anti incendio. Lo rende noto all'ANSA il sovrintendente Fortunato Ortombina che dice «stiamo lavorando per ripristinare quanto fuori uso, tutte le pompe idrauliche sono in funzione».

CONTE: SITUAZIONE DRAMMATICA  «Non mi tratterrò, sto viaggiando per Venezia dove c'è una situazione drammatica, una situazione maltempo che ci preoccupa e fa soffrire le comunità». Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte intervenendo all'apertura del 684/o anno accademico dell'Università di Camerino.

170 INTERVENTI GIÀ COMPIUTI DA VIGILI DEL FUOCO Oltre 170 sono gli interventi dei vigili del fuoco già effettuati in Veneto per il maltempo e l'eccezionale acqua alta che ha raggiunto ierisera i 187 centimetri a Venezia. Nel centro storico e nella laguna permangono le situazioni più critiche: l'acqua alta ha completamente invaso l'isola Pellestrina.

Diversi incendi si sono verificati nella notte a causa delle centraline elettriche invase dall'acqua. Un rogo ha interessato il museo Cà Pesaro con il parziale crollo di un solaio a piano terra. Incendio anche in un edificio commerciale del Lido. Le squadre dei Vigili del Fuoco stanno operando insieme con personale del nucleo sommozzatori per liberare la circolazione acquea a causa dell'affondamento di diversi natanti che hanno rotto gli ormeggi.

A Venezia sono già stati effettuati oltre 100 interventi e altri 100 sono in attesa. L'elicottero Drago 71 dei Vigili del Fuoco sta compiendo un sopralluogo sull'isola di Pellestrina per individuare i luoghi più idonei per piazzare le pompe ad alta capacità di aspirazione. Il dispositivo di soccorso è stato rinforzato con personale arrivato dei comandi vicini. In mattinata a Venezia arriverà anche il capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco Fabio Dattilo accompagnato dal capo dell' emergenza Guido Parisi e il capo della protezione civile Angelo Borrelli.
 

PROTEZIONE CIVILE: NUMEROSISSIMI DANNI IN CENTRO STORICO L'Unità di Crisi della Protezione Civile, attivata ieri sera dal Presidente del Veneto Luca Zaia, nella sala operativa regionale, dove sono al lavoro l'assessore regionale Gianpaolo Bottacin e il direttore della Protezione Regionale, Luca Soppelsa, comunicano un primo aggiornamento sui danni provocati dal maltempo registrati nella nottata, in particolare a Venezia. Numerosissimi i danni nel centro storico della città di Venezia, una sessantina le imbarcazioni danneggiate molto pesantemente, tra le quali alcuni vaporetti. A Cà Pesaro si è verificato un incendio a causa di una cabina elettrica danneggiata.

Al momento, la situazione più critica, oltre a Venezia, si registra a Pellestrina. Molti gli allagamenti per recuperare i quali stanno ancora operando numerose squadre dei vigili del fuoco e volontari della Protezione Civile. Criticità si sono registrate lungo la costa da Venezia, fino al confine con Lignano (Udine). Molti i danni per il vento e le mareggiate. Numerosi gli interventi nei Comuni di Cavallino Treporti e Jesolo per alberi abbattuti. Per quanto riguarda la situazione elettrica si registrano problemi in numerose aree del litorale fino a Venezia. Gli operatori dell'Enel hanno lavorato tutta la notte.

Al momento le situazioni critiche sono localizzate per problemi di bassa tensione. Viene costantemente monitorata la situazione dei fiumi. C'è stata una rottura arginale sul fiume Lemene a Marano di Caorle. Nonostante le piogge non siano state particolarmente intense, Agno, Astico, Bacchiglione, Brenta e Monticano hanno superato la prima soglia ma, attualmente, grazie alle previsioni in miglioramento, sono in recupero. Il vento ha provocato parecchi problemi nel trevigiano, in particolare nelle zone di Treviso, Conegliano e nell'area del Montello si sono registrati numerosi interventi dei vigili del fuoco e volontari della Protezione Civile per alberi abbattuti.
 

MIBACT, PER VENEZIA ATTIVATA UNITÀ DI CRISI Il Ministero di beni culturali e turismo «ha attivato l'unità di crisi per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale eventualmente danneggiato dall'eccezionale alta marea che sta colpendo Venezia». Lo comunica il segretario Generale del Mibact, Salvo Nastasi sottolineando che «da ieri il ministero sta seguendo passo passo l'evolversi della situazione».

NON C'È PACE PER IL MOSE, L'ULTIMO STOP A OTTOBRE Non c'è pace per il Mose di Venezia, la grande opera che dovrebbe salvaguardare la città e la laguna dalle alte maree. Dopo l'allungamento dei tempi per la costruzione, lo scandalo legato alle tangenti, ad ottobre si è avuto un nuovo stop alla fase di test delle paratoie, avviata a luglio e che stava per concludersi in una data simbolica, quel 4 novembre che ricorda l'«Aqua granda» del 1966.

Situazione resa più drammatica dalla piena di questa notte. Il Consorzio Venezia Nuova ha reso noto, infatti, il 31 ottobre che è stato rinviato a un'altra data il sollevamento completo della barriera posata alla bocca di porto di Malamocco. Motivo, il riscontro, avvenuto durante i sollevamenti parziali delle dighe mobili, il 21 e 24 ottobre scorso, di alcune vibrazioni in alcuni tratti di tubazioni delle linee di scarico. Un comportamento che ha indotto i tecnici del Consorzio allo stop, in attesa di verifiche dettagliate e di interventi di soluzione del problema.

Quella di Malamocco è la bocca di porto più profonda della laguna, 14 metri, che permette l'ingresso e il transito delle navi commerciali verso le banchine di Porto Marghera lungo il Canale dei Petroli. Su di essa sono state posate 19 paratoie, ciascuna lunga 29,5 metri e larga 20, per uno spessore di 4,5 metri, incernierate a sette cassoni di alloggiamento in calcestruzzo installati nel fondale. Le prove di sollevamento delle prime nove dighe della barriera sono iniziate la sera di lunedì 21 ottobre, seguite, il 24 dal test alle altre 10. L'intera barriera si sarebbe dovuta alzare nella notte del 4 novembre. Si trattava dell'ultimo 'step' della fase di test alle paratoie mobili, iniziato il 18 aprile scorso con i sollevamenti alla Bocca del Lido, quella più a nord, poi proseguito il 22 luglio con quella di Chioggia, a sud.

I lavori, in particolare per Malamocco, non sono comunque finiti: la struttura installata sarà infatti oggetto fino a tutto il 2020 di ulteriori opere di consolidamento e ripristino, poichè venne danneggiata da una mareggiata nel 2015. Per il 31 dicembre 2021 è invece stata fissata la data di conclusione e di consegna del Mose, al termine della fase di collaudo del sistema definitivo degli impianti che muovono le dighe del sistema. Il costo complessivo dell'opera, secondo le previsioni contenute nel Bilancio 2018 del Consorzio Venezia Nuova, è stato calcolato in 5.493 milioni di euro, stanziati in 15 anni, dal primo mattone del 2003 al 2018. I residui finanziamenti programmati dal Governo ammontano a 221 milioni, dal 2017 fino al 2024, ossia per altri tre anni dopo la chiusura dei cantieri.
Martedì 12 Novembre 2019, 21:12
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