Incidenti, ogni weekend bollettini catastrofici. Ai giovani serve un'educazione stradale

Il maggiore aumento delle vittime rispetto al 2020, è riferito ai giovani di età compresa tra 15 e 19 (+41,7%)

Incidenti, ogni weekend bollettini catastrofici. Ai giovani serve un'educazione stradale

Le prime pagine dei quotidiani dei giorni scorsi hanno aperto con le foto di giovani morti a causa di incidenti stradali ed ogni fine settimana leggiamo bollettini catastrofici. Si tratta di una vera e propria emergenza che stronca giovani vite di ragazze e ragazzi e distrugge intere famiglie e che potrebbero essere evitate.

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La fascia di età più colpita

La fascia di età più colpita è quella che va dai 20 ai 24 anni e non a caso perché allora non si ha ancora l’esperienza necessaria per affrontare delle situazioni non ordinarie, spesso si rientra da feste o da serate in cui si è fatto uso di alcool o di stupefacenti e nonostante tutto non si è ancora pienamente consapevoli del valore della vita e della facilità con la quale si possa compromettere o perdere del tutto. 

Il maggiore aumento delle vittime rispetto al 2020, è riferito ai giovani di età compresa tra 15 e 19 (+41,7%). Il dato emerge nel report Aci-Istat sugli incidenti stradali 2021. Le vittime di incidenti stradali sono state 2.396 uomini (3,3%) e 479 donne (16,7%), per un totale di 2.875 nel 2021.

La percentuale di uomini deceduti in incidente stradale risulta più alta rispetto alla consueta ripartizione percentuale (81% e 19%) ed è presumibilmente dovuta al cambiamento delle abitudini di mobilità, ancora influenzate dalle misure di contenimento della pandemia da Covid-19. L’educazione stradale potrebbe essere una risposta e certamente costituisce una possibilità che non viene purtroppo presa in considerazione dalle istituzioni. Si pensa, a torto,  che il  corso che si fa per prendere la patente sia risolutivo.

Purtroppo così non è perché il numero delle vittime della strada, anche di quelle pedonali o che conducono biciclette o motorini dimostra la necessità di intervenire con una formazione non solo obbligatoria, ma anticipata ed estesa alle ragazze ed ai ragazzi a partire dalle scuole medie. Imparare come si sta in sicurezza nell’ambiente cittadino è fondamentale per acquisire una piena consapevolezza degli spazi, delle regole della convivenza di più soggetti e dell'imprevedibilità di alcune situazioni che possono essere prevenute e talvolta fronteggiate. 

Oggi più che mai, in cui la paura delle giovani generazioni di uscire e di essere parte di una comunità è cresciuta incredibilmente anche per l’isolamento imposto dalla pandemia, è necessario fornire loro conoscenza che consenta di acquisire gli strumenti adeguati.  Un'adeguata educazione stradale rafforza, in modo solido e duraturo, le proprie capacità dando più coraggio a tutti i giovani, ma in particolar modo, e i dati sono agghiaccianti, a tutti quelli che hanno timore di frequentare gli spazi esterni alle loro abitazioni.

Serve dunque una formazione, non solo teorica, che li metta in contatto con il loro quartiere, le strade, la segnaletica, ma soprattutto con la necessità di avere una familiarità con gli spazi circostanti spesso compositi per potersi sentire sicuri e a proprio agio. Ciò permetterebbe ai giovani di esercitare in pieno i diritti che sono loro riconosciuti dall'ordinamento italiano e dalle Convenzioni internazionali del fanciullo restituendo loro piena e completa cittadinanza. Sarebbe d’altro canto auspicabile che le amministrazioni comunali si sforzassero non solo ad assicurare una segnaletica prevista dal codice della strada, cosa che peraltro non sempre accade, ma che immaginassero le città sulla base delle esigenze dei bambini e delle bambine, delle ragazze e dei ragazzi.

Tenere conto dei bisogni dei giovani e dei giovanissimi nelle politiche urbanistiche e di gestione delle attività amministrative, facilita il processo di acquisizione di autonomia anche negli spostamenti e di  non dover dipendere sempre da qualche adulto, sempre che sia disponibile, e restituisce ai genitori  una maggiore serenità. Una città di questo tipo è una città in cui tutti vivono meglio ed è un vero peccato la totale indifferenza che invece si riscontra su queste tematiche! Un lavoro congiunto tra la parte della formazione e quella del governo delle città creerebbe un meccanismo virtuoso che darebbe un contributo essenziale per salvare molte vite, per generare benessere e per dare più sicurezza ai nostri figli. 


Ultimo aggiornamento: Martedì 6 Dicembre 2022, 21:40
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