Coronavirus, neosposi sulla crociera bloccata in Giappone. Lui è positivo: separato dalla moglie

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di Nico Riva
Una luna di miele che difficilmente scorderanno, ma purtroppo non per dei bei ricordi. Alan Steele e Wendy Marshall si son sposati il mese scorso e per festeggiare hanno deciso di andare in crociera. Ma la sfortuna li ha fatti imbarcare sulla nave sbagliata: la Diamond Princess della Carnival Japan. Si tratta del transatlantico bloccato nel porto di Yokohama, in Giappone, a causa del contagio da coronavirus a bordo. Ma non finisce qui: il neosposo Alan è risultato positivo al test ed è stato separato dalla nuovissima moglie. 

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Ha dato la notizia lo stesso Alan Steele, su Facebook. Già nei giorni precedenti aveva utilizzato i social per informare dell'aumento dei contagi e della quarantena fino al 19 febbraio a cui tutti i passeggeri son stati sottoposti. Infine, è arrivata anche la news del test positivo: Steele ha il coronavirus, ma non la moglie. Wendy, dal canto suo si è sfogata sui social raccontando il dolore, perché non le hanno concesso di fare da infermiera al marito, nonostante sia il suo mestiere. «L'hanno portato via. Stava bene e non presentava sintomi, ma se dovessero presentarsi non potrò prendermi cura di lui. Non solo come moglie, ma anche come infermiera. Non so quanto ci vorrà prima di rivederlo. Conto i giorni che mi separano da quando potrò di nuovo ridere per delle sciocchezze insieme a lui».
 

Dall'inizio della quarantena, son scattate anche rigide regole all'interno del transatlantico: dalle mascherine obbligatorie al divieto di uscire dalle cabine per alcuni passeggeri, ma anche mantenere sempre una distanza di almeno un metro tra una persona e l'altra e non circolare in grandi gruppi. Il signor Steele, di Wolverhampton, è il secondo britannico ad aver contratto il virus dall'inizio dell'epidemia. Ma assieme a lui, altre 40 persone hanno fatto la stessa scoperta, portando così il numero di contagi a bordo della Diamond Princess a 61. Gli altri nuovi contagiati sono 21 giapponesi, 8 americani, 5 canadesi, 5 australiani e un argentino. Il totale mondiale è ugualmente sempre in aumento: stando agli ultimi dati ufficiali, siamo arrivati a 31.161 contagi e 636 morti

L'enorme prigione galleggiante ha attraccato nel porto di Yokohama lunedì 3 febbraio, ma poco tempo dopo è scattata la quarantena, che ha costretto 3711 persone fra passeggeri ed equipaggio a restare a bordo. L'epidemia si è diffusa a partire da un anziano 80enne cinese che si è infettato a sua insaputa ad Hong Kong, riportando così il virus sulla nave. In pochi giorni, i contagiati son saliti a 61. A bordo ci sono anche 35 italiani, di cui 25 membri dell'equipaggio. 
 
 
Ultimo aggiornamento: Venerdì 7 Febbraio 2020, 19:06
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