Mutua veterinaria, la proposta per le famiglie meno abbienti: «Misura sociale di civiltà, pronti a farla approvare al più presto»
di Enrico Chillè

Mutua veterinaria, la proposta per le famiglie meno abbienti: «Misura sociale di civiltà, pronti a farla approvare al più presto»

La proposta, partita da due esponenti del Pd (Monica Cirinnà e Leonardo Cecchi), ha trovato consenso bipartisan

Un servizio di mutua veterinaria per le famiglie meno abbienti. È la proposta su cui hanno lavorato due esponenti del Pd: la senatrice Monica Cirinnà e Leonardo Cecchi e che aveva trovato un largo consenso per essere approvata per tramite di un emendamento alla legge di Bilancio. 

 

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La misura prevede l'istituzione di un Fondo nazionale per l'assistenza veterinaria mutualistica, con lo scopo di permettere alle famiglie più povere di affrontare improvvise e ingenti spese per i loro animali. La misura prevede inoltre una copertura delle spese fino a 200 euro per le famiglie con Isee non superiore a 20mila euro e una copertura totale per le famiglie appartenenti alla 'no-tax area'. La proposta aveva trovato un ampio consenso anche nelle altre forze politiche ed era pronta per essere inserita nella legge di bilancio, ma è sfumata all'ultimo per delle questioni tecniche.

 

«Aiutare chi non riesce a curare i propri animali domestici, dando supporto con una copertura delle spese veterinarie, è un dovere sociale dello Stato» - aveva spiegato la senatrice Monica Cirinnà - «Gli animali sono delle vere e proprie ancore per tante persone, aiutare a prendersene cura è una proposta di civiltà, giusta e sacrosanta. E l'emendamento era entrato nella “rosa ristretta” e aveva l’ok di una larga maggioranza. Lo ripresenteremo al primo decreto utile, rimettendoci tutta l’energia e l’impegno necessarie. E porteremo a casa il risultato. Perché la proposta è di civiltà, è giusta, è sacrosanta. E la realizzeremo».

 

«Inizialmente avevamo pensato a finanziare il Fondo con le multe per gli abbandoni, ma si trattava di un sistema molto complesso che avrebbe richiesto fondi iniziali e un'intermediazione con le Regioni. Quindi abbiamo pensato alla creazione del Fondo» - ha spiegato Leonardo Cecchi a Leggo - «Grazie a Monica Cirinnà, che è stata straordinaria, l'emendamento era finito tra i segnalati alla legge di bilancio ed avevamo quasi completato l'iter necessario, ma si è fermato per questioni puramente tecniche e per mancanza di fondi». 

 

Oltre ad una condivisione politica bipartisan, la proposta della mutua veterinaria per le famiglie meno abbienti ha trovato anche il supporto di tantissimi cittadini. Sulla piattaforma Change.org la petizione di Leonardo Cecchi ha raccolto finora oltre 30mila firme. «Questa è una misura sociale che va a beneficio delle persone e degli animali. Per tanti, gli animali domestici sono una 'barriera' che li separa dalla solitudine. Pensiamo soprattutto alle persone sole che spesso si trovano in condizioni di fragilità economica: scaricare su di loro spese veterinarie significa gravarle di un peso che spesso non possono sostenere, peggiorando la loro fragilità. Per questo è giusto che lo Stato se ne faccia carico», conclude Leonardo Cecchi.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 30 Dicembre 2021, 09:07
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