Morto chef Vittorio Fusari, il ricordo del collega Pino Cuttaia: «Un visionario. Lasciò il lavoro per passare più tempo con il figlio»
di Ilaria Del Prete

Morto chef Vittorio Fusari, il ricordo del collega Pino Cuttaia: «Un visionario. Lasciò il lavoro per passare più tempo con il figlio»

«Non solo un cuoco, ma un uomo visionario. Dalla cucina allo stile di vita». Sono queste le prime parole con cui Pino Cuttaia, due stelle Michelin al ristorante La Madia di Licata, ricorda l'amico chef Vittorio Fusari nel giorno della sua scomparsa, a soli 66 anni. 

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Era soprannominato "il cuoco gentile", Fusari, e anche in questo si esplicava la sua visione del mondo. C'è un episodio, in particolare, che Cuttaia ricorda a proposito del collega scomparso e aiuta a comprenderne la carica innovativa. «Due anni fa - racconta lo chef - mi telefonò e disse "voglio prendermi un anno sabbatico per stare con mio figlio". Fu una cosa che mi colpì molto e mi fece riflettere». Era il dicembre del 2017, di lì a poco Fusari avrebbe lasciato il ristorante Al Pont de Ferr di Milano, sui Navigli, per dedicare tempo al figlio all'epoca 13enne. «Il nostro lavoro - continua Cuttaia - ci porta a essere poco presenti in famiglia. Quanto sarebbe bello se venisse promulgata una legge per cui potessimo avere tutti un anno sabbatico prima di arrivare alla pensione, ormai anziani e stanchi, e sfruttarlo per dedicarlo a chi amiamo. Alle nostre passioni, alle nostre vite. Come ha fatto Vittorio».
Era nato ad Iseo Vittorio Fusari, ma nella sua cucina portava l'amore per il Sud. Anche per questo, per festeggiare l'inizio del suo anno sabbatico, scelse il ristorante siciliano di Cuttaia. «Quella è stata l'ultima volta che l'ho visto di persona. Tra di noi c'era una stima a distanza. Aveva fatto dell'eleganza e della lealtà uno stile di vita fuori e dentro la cucina», conclude lo chef di Licata.

 
Mercoledì 1 Gennaio 2020, 22:59
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