Antica Norba: la piccola Pompei dei Monti Lepini
di Maria Serena Patriarca

Antica Norba: la piccola Pompei dei Monti Lepini

E’ considerata la Pompei del Lazio, e il suo fascino è dovuto anche al fatto di essere fra i siti archeologici più spettacolari ma forse meno conosciuti della regione, in provincia di Latina: stiamo parlando dell’antica città di Norba, perla dei Monti Lepini nel comune di Norma. Un paradiso a cielo aperto, con ingresso gratuito, ideale anche per una gita all’aria aperta con i bambini.

Qui natura, storia e mistero si fondono con il paesaggio campestre e collinare che domina la pianura pontina, da uno strapiombo di 500 metri, e che sovrasta i Giardini di Ninfa. Sorta intorno al VI secolo avanti Cristo, Norba in principio fu ostile a Roma, poi invece sostenne l’ascesa di Tarquinio il Superbo. Dopo aver subito un saccheggio da parte dei Volsci, a distruggerla nell’89 a.C. fu Emilio Lepido. Oggi questa “città fantasma” è diventata un vero e proprio Parco Archeologico dove, fra strade lastricate di pietra calcarea che si incrociano ad angolo retto e che un tempo erano abbellite da colonne (di cui oggi rimangono le basi), si vedono i resti delle case che costituivano il cuore pulsante della città.

 

Norba Antica è circondata da possenti mura ciclopiche, e varcata la sua porta principale (Porta Maggiore) si può accedere ai due luoghi sacri per eccellenza della città: l’Acropoli Maggiore (dove ci sono i resti di un tempio che alcuni studiosi attribuiscono a Diana), e l’Acropoli Minore. Affacciato sulla Piana Pontina c’è il complesso del Santuario di Giunone Lucina. Una visita la meritano le Cisterne, dentro le quali si può ancora entrare, con la dovuta cautela. In questa meraviglia a cielo aperto si può passeggiare nel Foro e tra quelle che un tempo dovevano essere bellissime “domus” private arricchite da mosaici e giardini.

L’insediamento urbano di Norba era sede di edifici pubblici imponenti, e le ampie terme costituivano un luogo di aggregazione sociale di fondamentale importanza. Nell’area del complesso termale si identificano ancora quelle che erano le principali zone delle terme in età romana: il calidarium, il frigidarium, l’apodyterium e il laconicum. Con un po’ di attenzione, e magari una guida esperta al seguito, si possono identificare ancora i resti delle botteghe (tabernae) e delle abitazioni che dovevano avere particolare importanza nel complesso della città: per esempio la casa del caduceo, con i pavimenti mosaicati, la casa del grande impluvium, con uno spazio apposito per la raccolta dell’acqua in cortile, la casa delle colonne, la casa dei delfini (nominata così per le decorazioni dedicate proprio a questi animali), e la casa delle arule. Un luogo, nel complesso, che ha mantenuto il suo fascino arcano dovuto, in parte, al fatto di essere un gioiello archeologico ancora sconosciuto ai più.


Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Ottobre 2020, 18:11
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