Tecla Insolia a Sanremo nel segno di Nada: «Ho la sua malinconia e sogno di fare la cantautrice»
di Totò Rizzo

Tecla Insolia a Sanremo 2021 nel segno di Nada: «Ho la sua malinconia e sogno di fare la cantautrice»

Quel palcoscenico lo conosce bene. L’anno scorso arrivò seconda tra le Nuove Proposte. Sabato sera all’Ariston scendere le scale sarà una passeggiata. «Beh, una passeggiata: lì tremano le gambe agli artisti più scafati, io ho solo 17 anni». Li ha compiuti da poco, Tecla Insolia, da Piombino, quarto anno di grafica pubblicitaria. Al Festival torna per presentare il film tv di Costanza Quatriglio “La bambina che non voleva cantare” (Rai1, mercoledì 10 marzo, 21.20). È la storia di Nada Malanima, Nada per tutti, ragazzina di 15 anni su cui proprio a Sanremo piomba improvvisa la popolarità. Lei interpreta quell’imbronciata adolescente dal vocione roco, diva malgrado sé.

 

 

 

Toscane e adolescenti al Festival: sono le uniche cose che l’accomunano a Nada?

«No. C’è uno sguardo consapevole, malinconico sul mondo che smorza un po’ la spensieratezza degli anni. Me lo dice anche la mamma: devi essere più leggera».

Per Tecla tutto è cominciato…

«Dalla vittoria a “Sanremo Young” con Antonella Clerici. Dava l’accesso a Sanremo Giovani, da lì poi sono arrivata all’Ariston tra le Nuove Proposte. Secondo posto ma ho vinto il premio “Lucio Dalla” della Sala stampa Radio-Tv».

Com’è stato quel primo Sanremo?

«Un tumulto. Divertente ma devastante. Troppa pressione. Quasi da scappare».

Poi è arrivata la fiction di Rai1.

«Vite in fuga” con Claudio Gioè e Anna Valle. Bellissima esperienza, quattro mesi di set tra le montagne del Trentino».

Ha conosciuto Nada per prepararsi al nuovo ruolo?

«No. Mi ha telefonato qualche giorno fa per complimentarsi. Ero senza parole, ho saputo dire solo grazie».

Da grande: cantante o attrice?

«Tutte e due le cose. Vorrei tornare alla musica scrivendo i pezzi da me. E comunque lavorare sempre, non fermarmi mai».

La pandemia ha rubato tanto a voi ragazzi.

«È un tempo che nessuno ci restituirà, putroppo».

Come vestirà domani sera?

«Un abito di Philosophy: un po’ anni ’60, ovviamente».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 5 Marzo 2021, 08:59
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