Morgan: «Premio Tenco? Baccini ha ragione. Achille Lauro è andato male, ma gli eredi stiano zitti»
di Rita Vecchio

Morgan: «Premio Tenco? Baccini ha ragione. Achille Lauro è andato male, ma gli eredi stiano zitti»

Sipario del premio Tenco chiuso, luci ancora accese. Un’edizione, la 43esima, aperta da Achille Lauro con l’omaggio di Lontano, Lontano e piena di polemiche già prima di cominciare. Il comunicato degli eredi di Luigi Tenco, acqua gelata con cui esprimono disappunto sulla scelta - più commerciale che artistica, a loro dire - di fare esibire il rapper romano.
E il post di Francesco Baccini, dopo l’esibizione, che allude con un fuoco e fiamme di parole a una caduta di qualità dell’intera rassegna della musica d’autore. In difesa del rapper romano si sono schierati Cristiano Malgioglio e Fiorello. Ma dai camerini dell’Ariston, risponde Morgan, in arte Marco Castoldi, co-conduttore del Premio Tenco 2019 insieme ad Antonio Silva. 
 
 


Partiamo da Baccini: al Tenco di oggi ci sono solo «pagliacci travestiti da artisti»?
«No, c’è un direttivo che punta alla qualità. Lui è polemico. È inferocito perché ha sempre avuto a cuore la musica. Importante non si riferisse a me… Si riferiva a me?» 

Non credo. L’allusione era ad Achille Lauro. 
«Per Lontano, lontano?». 

Esatto. E ha sparato a zero sui social.
«Ha fatto bene. La performance di Lauro è andata male. Questo potrebbe servirgli di lezione. Lui aveva studiato, ma è un insicuro schiacciato dalla sua stessa insicurezza. E quando fanno successo, gli insicuri cercano di ovviare all’insicurezza con grandi produzioni, tanti assistenti e mille prove. Ma (per mettersi sul palco) la musica bisogna padroneggiarla». 

Gli eredi Tenco, invece, lo avevano già criticato.
«Gli eredi dovrebbero tacere. Stanno gestendo male: sono parenti di un genio e non se ne rendono conto. Ho proposto più volte il restauro dell’opera di Tenco, risorsa per l’Italia. Hanno una grande responsabilità, e invece antepongono motivi personali. La sua musica non è un hobby». 

Ci vorrebbe più tutela?
«Assolutamente. Pensi a quello che è successo a me. Strappare un artista dallo studio di registrazione e non essere tutelato nemmeno da organi come SIAE che invece dovrebbero». 

Sempre per Baccini, il Tenco non é più “l’università della canzone” di una volta.
«Ha sempre rappresentato da una parte la canzone d’autore, e dall’altra la scoperta della canzone d’autore. Quest’anno più che mai, si è aperto al pop senza pregiudizi. Ci sono realtà che possono avere tratti di mainstream e delle radio ma rimanere dialoganti con la canzone d’autore. Io per primo sono uno di questi». 

Cosa manca del Tenco al Festival?
«L’amore per le canzoni. Vincono gli interessi e direttori artistici interessanti come Baglioni o Fazio, ne sono alla fine schiacciati. Cosa che qui manca». 

Lei farebbe il direttore artistico? 
«Sì. Mi divertirebbe».

Glielo hanno chiesto?
«Lungi da loro».

Perché?
«Non ci sono le condizioni (almeno per ora)».

Si presenterà in gara? 
«Se mi vorranno…»

Quindi sulla scrivania di Amadeus c’è già una canzone?
«Più di una». 

Morgan da solo o con i Bluvertigo?
«Morgan. Da solo». 
riproduzione rivervata
Lunedì 21 Ottobre 2019, 08:00
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