Eurovision 2021, Damiano David dei Måneskin: «Rispetto di tutti, paura di nessuno. Le critiche? La mia parte preferita»
di Ida Di Grazia

Eurovision 2021, Damiano David dei Måneskin: «Rispetto di tutti, paura di nessuno. Le critiche? La mia parte preferita»

Eurovision 2021, Damiano David dei Måneskin: «Rispetto di tutti , paura di nessuno. Le critiche? La mia parte preferita». Dopo la vittoria alla 71ma edizione del Festival di Sanremo , con 18 dischi dischi di platino e 6 dischi d’oro, i Måneskin rappresenteranno l’Italia all’Eurovision Song Contest 2021, partecipando alla finale prevista per il 22 maggio a Rotterdam, in onda su Rai Uno in diretta dalle 20.35.

 

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Damiano David (voce), Thomas Raggi (chitarra), Ethan Torchio (batteria) e Victoria De Angelis (basso) in poche parole i Måneskin, che Leggo ha potuto incontrare per farsi raccontare tutte le emozioni e le attese di queste ultime ore prima del debutto all'Eurovision 2021. Sul palco dell’Ahoy Arena porteranno la loro travolgente energia e, grazie alle recenti disposizioni,  per la prima volta dopo molto tempo si potranno esibire dal vivo davanti al pubblico presente in platea (ad oggi 3500 persone previste in presenza, sia per lo show che per le prove). 

 

 

 


I Måneskin suoneranno “Zitti e Buoni”, brano vincitore del Festival di Sanremo - e canzone più ascoltata al mondo su Spotify fra le canzoni in gara tra marzo e maggio 2021 -, volendo trasmettere agli spettatori quell’energia, palpabile anche attraverso lo schermo per coloro che saranno a casa, con una performance che trasuderà la voglia di lasciare il segno con il loro forte messaggio di libertà. 

 

Cosa si prova a rappresentare l’Italia, siete nervosi?

Damiano «Siamo molto felici, non è una cosa che capita tutti i giorni partecipare ad una manifestazione così. Ci sono performance che incontrano il nostro gusto altre forse un po’ meno ma stiamo guardando tutti. Più che altro pensiamo molto alla nostra performance e al lavoro fatto in questi mesi. Vogliamo dare il massimo»

Quali sono i messaggi che volete comunicare con la vostra musica?

Victoria: «I temi che a noi toccano molto e che cerchiamo sempre di esprimere attraverso i testi, abbigliamento, come ci comportiamo ecc è quello di assoluta libertà e andare contro ogni tipo di discriminazione, da quella sessuale, alla religiosa ecc, che pensiamo sia l’ora di dover superare»

 

Guardando indietro, da X Factor a oggi, come siete cambiati?

Damiano e Victoria «Più che cambiati siamo semplicemente cresciuti. E’ sempre bello ricordare la nostra storia perché ancora prima di X Factor non ci dimentichiamo da dove veniamo, di quando suonavamo per strada con gli amici o nei locali. Abbiamo avuto la fortuna di incontrarci molto giovani, cantavamo per strada, siamo cresciuti insieme e anche le nostre personalità si sono evolute insieme e di conseguenza la nostra musica e sognavamo in grande…oggi un palco del genere è un sogno realizzato».

La vostra esperienza londinese è stata utile per affrontare l’Eurovision?

Victoria «La musica è la traslazione delle nostre esperienze. Sia Londra che tutto il tour che abbiamo fatto ci hanno influenzato. A Londra abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con un’altra cultura dove il rock è un genere un po’ più predominante rispetto all’Italia. Siamo stati a tantissimi concerti, sia di gruppi emergenti che di quelli più importanti, abbiamo colto moltissime ispirazioni molto vicino al nostro stile. Con i tour abbiamo capito cosa ci piace e cosa effettivamente non ci piace. I concerti live sono l’incoronazione della musica che scrivi. E’ uno scambio di energie, e ora quando scriviamo i brani li pensiamo in ottica live. E’ un momento di massima liberà».

Damiano «Vik era schillata – scherza Damiano -  io senza l'esperienza a Londra non sarei mai stato in grado di fare interviste qui all’Eurovision»

 

Vincere l’Eurovision sarebbe un modo per zittire chi vi critica?

(fanno gli scongiuri ndr)

Victoria «Non abbiamo bisogno di una vittoria esterna di zittire le voci, sono polemiche sterili fondati su pregiudizi perché abbiamo partecipato ad un talent. Se ascoltate il nostro album la musica parla chiaro, non abbiamo bisogno di vincere per essere credibili. Noi saremo felici di vincere per una risonanza internazionale nostra con un pubblico che non ci conosce, e poi avere l’onoro di rappresentare l’Italia e portare l’Eurovision nel nostro Paese sarebbe un’emozione grandissima e una grande soddisfazione».

 

I Måneskin il prossimo dicembre suoneranno dal vivo per la prima volta sui palchi dei più importanti palazzetti italiani, dove presenteranno il loro secondo album “Teatro d’ira - Vol. I” in un tour di 11 date, organizzato e prodotto da Vivo Concerti.

A dicembre tornerete finalmente live e l’Eurovision è un assaggio. Quanto vi è mancato il pubblico?

Thomas «Ci è mancato tantissimo, avere l’occasione di suonare davanti a tantissime persone, 3.500 , era una cosa che non facevamo davvero da tanto tempo per ovvi motivi. Abbiamo visto le espressioni delle persone che stavano lì intorno a noi e c’era mancato tanto. Per i prossimi palazzetti ci saranno tante sorprese, poi il nostro disco ai  live prenderà davvero vita»

“Zitti e Buoni” fa parte dell’album “Teatro d’ira – Vol. I” (disco d’oro), il primo volume di un progetto più ampio che si svilupperà nel corso dell’anno e che racconterà in tempo quasi reale gli sviluppi creativi della band insieme alle prossime importanti esperienze, fra le quali anche questa dell’Eurovision. Un percorso ambizioso e in continuo divenire, partito con il primo singolo “Vent’anni” certificato disco di platino. 

Oltre a Zitti e Buoni quali sono i brani da non perdere

«Tutti  - rispondono in coro - e soprattutto seguendo l’esatto ordine in cui sono stati messi, perché anche quello ha un senso»

 

Basta diplomazia, tra i favoriti (per i bookmaker la band romana scala la lavagna di Stanleybet.it e il successo vale 3 volte la scommessa, davanti alla favorita della vigilia, la francese Barbara Pravi con "Voilà", che ora scivola a 3,75 ndr.) , oltre voi c’è Malta, Francia, anche l’Islanda. C’è qualcuno che temete particolarmente…anche per assonanza?

Damiano: «Rispetto di tutti ma paura di nessuno. Ci piacciono molto i ragazzi della Finlandia, perché sono una band come noi, ci supportiamo a vicenda. Ci piace il pezzo Dell’Ucraina perchè è un pezzo fighissimo, una bella mattata! Poi ce ne sono tanti altri che hanno performance stupende pur essendo tanto distanti da noi, ma noi pensiamo al nostro»

 

Le regole dell’Eurovision prevedono diverse restrizioni: oltre alla censura per la parolaccia, anche la performance che avrà live sono la voce di Damiano

Damiano e Victoria: «Si canta live ma non si suona live. Purtroppo vorremmo suonare dal vivo ma effettivamente è davvero complicato e dovrebbe durare 6-7 ore. Siamo tanti, 39, e il tempo per microfonare tutti gli strumenti è difficilissimo, troppo complesso per quanto vorremmo suonare dal vivo. Quello delle parolacce potrebbero cambiarlo ma... non sta noi fare le regole ma mordendoci la lingua c'è sembrato intelligente accettare, il gioco vale la candela»

 

Dopo Sanremo cos’è cambiato?

Damiano: «La cosa bella che è successa è stato il riconoscimento che abbiamo avuto nel nostro Paese e nel nostro mercato come artisti, per quanto ancora emergenti, con un’identità però riconoscibile. Senza dimenticare un ampliamento della fan base che è sempre bello . Vorremo lo stesso effetto qui. Aumentando l'esposizione aumentano le critiche, ma fanno parte del gioco e sono la mia parte preferite non smettete mai


Ultimo aggiornamento: Sabato 22 Maggio 2021, 10:57
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