Moonage Daydream, un viaggio dentro la mente di David Bowie

Moonage Daydream, un viaggio dentro la mente di David Bowie

Un sogno ad occhi aperti per rivivere l’incredibile vita di un genio del rock. Non è un classico documentario, quello con cui Brett Morgen - già attivo nel settore con “Kurt Cobain: Montage Of Heck” e e “Crossfire Hurricane” (sui Rolling Stones) - ha scelto di ricordare David Bowie. Piuttosto un’esperienza immersiva, un viaggio psichedelico nella mente dell’Uomo che cadde sulla Terra, di colui che fu Ziggy Stardust, il Duca Bianco, il pierrot neoromantico di “Ashes To Ashes”, il rocker platinato di “Let’s Dance”, il detective cyber-industrial di “Outside” e mille altri volti.
“Moonage Daydream” - per tre giorni nelle sale (26-27-28 settembre) dopo il fortunato passaggio a Cannes - inizia proprio così: con un’infiltrazione nella mente dell’artista londinese. A partire dalla doppia riflessione iniziale: la voce fuori campo di Bowie cita pensieri di Nietzsche sul senso della vita, poi, mentre scorrono le note liquide di “Ian Fish, U.K. Heir”, si sofferma sul tempo: «Tutto è transitorio. Ha importanza? Mi interessa?». Ma prima di poter immaginare una risposta, ci si ritrova catapultati su un’astronave alla velocità della luce, sulle cadenze martellanti di “Hallo Spaceboy” (1995), con gli occhi sgranati su quel caleidoscopio di suoni, immagini, colori e suggestioni che ci accompagnerà per i 140 minuti del film, tempestati di fotogrammi di film, canzoni, spezzoni di live e frammenti di interviste.
Per dipanare questa enorme mole di materiali ai quali ha potuto mettere mano accedendo alla collezione della David Bowie Estate, Morgen ha compiuto un’altra scelta netta: affidarsi solo alla voce del protagonista, rinunciando all’immancabile corollario di testimonianze di amici, familiari e colleghi che caratterizza i documentari. Ma quella che può apparire una scelta fin troppo “ortodossa” – “Moonage Daydream” è anche l’unico film approvato dagli eredi – finisce invece col diventare la fonte di innumerevoli dubbi e contraddizioni. Tanti quanti sono quelli seminati dalla stessa vita dell’autore di “Changes”, che non ha mai esitato a rimettere in discussione i suoi convincimenti: dall’approccio musicale (emblematica la svolta di “Let’s Dance”) al rapporto con l’amore, dapprima rifiutato e quindi abbracciato con convinzione nel felice matrimonio con la top model Iman.

È Bowie, dunque, a guidare la mano di Morgen nell’esplorazione delle svariate forme d’arte sperimentate con voracità nel corso della sua vita: musica, cinema, danza, pittura, scultura, collage video e audio, sceneggiatura, recitazione e teatro dal vivo. Vediamo così il giovane David, orfano di padre e poco amato dalla madre, emergere dal sobborgo londinese di Brixton stimolato dal fratellastro Terry, che lo instrada sulla via dell’arte. E assistiamo all’inesorabile cavalcata che lo condurrà al successo: dall’era glam, alla quale viene dato ampio risalto (del resto “Moonage Daydream” è anche una delle più belle canzoni di quel periodo), con l’ineffabile Ziggy Stardust pronto a dribblare le interviste dei conduttori televisivi, al periodo dell’odiata Los Angeles, incubatrice di spettri metropolitani e scorie tossiche; quindi l’approdo terapeutico nella Berlino della trilogia con Brian Eno e i grandi tour mondiali degli anni 80 (“Serious Moonlight”, “Glass Spider”), quando il flirt con il mainstream rischiò di compromettere la sua integrità artistica, riscattata dalle nuove, temerarie scommesse degli anni 90 (“Outside”, “Earthling”) fino al toccante testamento di “Blackstar”. Una full immersion scandita da 48 brani e un frenetico montaggio, che non dimentica i film più amati dal Duca Bianco (da “Nosferatu” a “8½” e “Arancia meccanica”) e quelli cui prese parte (“L’uomo che cadde sulla terra”, “Furyo”, “Miriam si sveglia a mezzanotte”). Caotico, sfrenato, “Moonage Daydream” pare proprio il film che David Bowie avrebbe potuto fare su di sé. Il film di un uomo affamato di vita, che dichiarava di aver usato se stesso come una tela. Da dipingere con i colori dei sogni.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 30 Settembre 2022, 17:39
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