Scuola privata , invito choc agli studenti: «Venite da noi, non bocciamo nessuno»
di Marco Agrusti

Pordenone, scuola privata invita gli studenti a ritirarsi: «Venite da noi, non bocciamo nessuno»

La promessa è fantasmagorica: «Cento per cento promossi». E al centro del manifesto pubblicitario diffuso a Pordenone trionfa la scritta «ritirati», a caratteri cubitali. L’invito è rivolto agli studenti «non più motivati» e che non si trovano più a loro agio negli istituti che frequentano. Dovrebbero ritirarsi per affidarsi agli insegnanti di “Scuola Italia”, la realtà privata che con una campagna marketing aggressiva ha annunciato lo sbarco a Pordenone. «È l’eccellenza nel campo della promozione e dei costi», si legge sempre sul manifesto. Promozione assicurata. Diploma in un anno? Si può. Sono le promesse che vengono promosse nel sito ufficiale della scuola, che ha sede a Cassino. Gli slogan finiscono qui, dove iniziano i dubbi e le azioni formali. Avvistato il manifesto, infatti, dalla Regione è partita una segnalazione immediata all’ufficio scolastico del Friuli Venezia Giulia sotto forma di esposto. 

LA PROTESTA
Il documento l’ha firmato Alessandro Basso, consigliere regionale di FdI: «Considero tale comunicazione, che incita al ritiro dalla scuola, pericolosamente diseducativa e screditante nei confronti dell’istituzione pubblica della scuola. Mi sono sentito in dovere di segnalare quanto evidenziato – spiega Basso dopo aver appreso del caso a Pordenone  - perché credo meriti da parte dell’Ufficio scolastico ulteriori verifiche di competenza e un attento monitoraggio. Sono certo che la mia richiesta troverà riscontro nella sensibilità e nell’attenzione della direttrice Daniela Beltrame e degli uffici regionali preposti». E ancora: «Chiediamo l’immediata rimozione della pubblicità e invieremo anche una segnalazione al ministero dell’Istruzione per verificare i requisiti della scuola».

L’INDAGINE
Ma come funziona “Scuola Italia”? Innanzitutto, come spiegano dalla sede di Cassino, «a Pordenone non c’è ancora una sede, la stiamo aprendo». Ma i dati più interessanti sono altri. Primo, non si tratta di una scuola paritaria. Non è riconosciuta e non compare in alcuna lista ministeriale. Quindi non può rilasciare diplomi. E una volta al telefono con la sede centrale, il percorso diventa ancora più nebuloso. «La metteremo in contatto con chi si occupa degli studenti di Pordenone, le saprà spiegare tutti i dettagli». Poi, alla seconda chiamata, ecco svelato il mistero: «I nostri professori - spiegano - accompagnano lo studente verso l’esame di maturità, che poi si deve svolgere in una scuola paritaria o pubblica». Costo dell’operazione, almeno 3mila euro come confermato dagli uffici della società con sede nel centro storico di Cassino. «Durante il colloquio con lo studente - precisano - verrà indicata anche la scuola nella quale sarà sostenuto l’esame». E se dovesse trattarsi di un istituto fuori dalla provincia di Pordenone? «Sarebbe necessario modificare la propria residenza». Il tutto per essere abilitati a sostenere l’esame dove “consiglia” Scuola Italia. 

GLI SLOGAN
«Da noi è vietata la bocciatura», è l’ennesimo slogan riportato nella brochure ufficiale dell’istituto privato. Gli indirizzi disponibili sono sei: tecnico, alberghiero, turistico, agrario, nautico e legato ai servizi socio-sanitari. Le sedi sarebbero in tutta Italia, ma in realtà tutto si snoda attorno alla scelta della vera scuola paritaria che ospiterà l’esaminando. Ed è il dettaglio sul quale ora dovrà far maggiormente luce l’Ufficio scolastico della Regione Friuli Venezia Giulia, investito di questo compito dal consigliere Alessandro Basso. Il manifesto che è stato affisso negli ultimi giorni in molti bar della città, si conclude con un’ultima frase: «Tanto ritirati è un tuo diritto, perché rischiare». Una chiusura colma di inesattezze grammaticali che si spera sia diversa dal risultato ottenuto al termine degli studi dagli alunni.

ISTITUTO SCONOSCIUTO
Dall’Ufficio scolastico del Lazio si fa sapere che non risulta agli atti alcun istituto “Scuola Italia”. E la conferma arriva anche dalla consultazione degli elenchi ufficiali del ministero dell’Istruzione: la scuola con sede a Cassino non è iscritta ad alcuna lista di istituti paritari. «Pertanto - spiegano chiaramente dagli uffici romani competenti per la Regione Lazio - non può naturalmente rilasciare alcun diploma di maturità, ma deve necessariamente “inviare” gli studenti ad un vero esame di Stato, sia esso sostenuto in una scuola pubblica o in una paritaria accreditata dal ministero dell’Istruzione».

Nello stesso sito internet dell’istituto privato, sono presenti solamente i contatti della sede centrale di Cassino, di una staccata a Roma, nel quartiere dell’Eur, e infine di un indirizzo che riconduce a Ostia, sul litorale romano. Qualsiasi altra sede, in giro per l’Italia, viene comunicata solamente al telefono. Ma nel caso di Pordenone è spiegato che si tratta di una «prossima apertura». Dove e quando, non è dato saperlo.
Ultimo aggiornamento: Sabato 8 Febbraio 2020, 19:00
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