Artemis missione Luna diretta: storico lancio, la navicella Orion in viaggio verso la Luna. Il ruolo dell'Italia Rivedi il decollo

Nella capsula Orion determinante la tecnologia di Leonardo e Thales Alenia Space. Il videoreporter sarà il cubesat Argomoon di Argotec

Artemis, storico lancio: la navicella Orion è in viaggio verso la Luna Il ruolo dell'Italia Rivedi il decollo

Missione Artemis in diretta live, stavolta il dito di Charlie Blackwell-Thompson non ha tremato quando il direttore di lancio ha guardato per l'ultima volta la Luna nella notte di Cape Canaveral: alle 7.48 di oggi 16 novembre l'ingegnere della Nasa ha pigiato il bottone e  gigantesco razzo Sls con la navicella Orion è decollato facendo scattare la nuova corsa alla conquista del satellite. Una data da consegnare alla Storia a 50 anni dall'ultima missione Apollo. Un decollo che vale, da solo, 4 dei 95 miliardi di dollari chiesti finora ai contribuenti americani per il progetto avviato durante il mandato di Barack Obama. Il sospiro di sollievo della sala di controllo della Nasa si è sentito fino su Marte quando il primo stadio si è staccato una volta esaurito il suo poderoso compito. Applausi e abbracci inizialmente moderati perché la missione è ancora molto lunga. Dall'orgoglio e dalla felicità di Bill Nelson, l'amministratore  capo della Nasa sembra già sulla Luna ed è comprensibile dato il peso della responsabilità davanti ai suoi connazionali e davanti al mondo: di più, l'ottantenne ex astronauta già conferma che la missione Artemis è solo «un trampolino per il Pianeta rosso». 

 

Logico che la Nasa abbia annullato nei mesi scorsi tre volte il "go" durante il countdown della missione perché non c'era luce verde totale sul fantastiliardo di variabili, meteo compreso, da cui dipende questo epocale lancio grazie al quale l'umanità metterà di nuovo i piedi sulla Luna e questa volta per colonizzarla cominciando dalle zone attorno al polo sud, forse più ricche di cavità piene di ghiaccio. Altra rilevante novità: tramontata la corsa fra Usa e, all'epoca, Unione sovietica, e le missioni del programma Apollo (1969-1972) ecco altri compagni di viaggio per questa storica fase dell'esplorazione spaziale che avviene in pieno boom della New Space Economy. Ecco allora l'Italia in prima fila, insieme all'Europa, per dare man forte agli alleati americani e proprio nel comparto più delicato, quello del trasporto degli astronauti che avverrà fra tre o quattro anni con Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti che potrebbero essere coinvolti.

New space economy da mille miliardi di dollari, il futuro della Terra passa dallo Spazio. Il ruolo dell'Italia

Nelle ultime ore erano stati caricati caricati 2 milioni e 800mila litri di carburante, soprattutto idrogeno liquido, sul razzo principale del "sistema" Sls alto 98 metri: il razzo più potente di sempre anche se non il più grande perché il Saturn V di Von Braun delle missioni Apollo raggiungeva i 110 metri. 

La diretta

Ore 9.24 Anche il secondo stadio ha completato il suo compito e ora la navicella Orion fa rotta verso la Luna con un viaggio di 25 giorni di cui 5 necessari per raggiungere il satellite percorrendo oltre 450mila chilometri: trascorrerà circa 10 giorni in orbita (abbassandosi fino a quota 100 chilometri) intorno alla Luna, con il Modulo di Servizio Europeo che accenderà i suoi 33 motori per mantenere il veicolo spaziale in rotta e nella posizione migliore per ricevere la luce del Sole sui quattro pannelli solari lunghi 7 metri.  C'è attesa per le foto e i video dell'inizio di questo viaggio: il reporter è il cubesat Argomoon di Argotec che è stato rilasciato nello spazio al distacco della navicella Orion insieme ad altri nove minisatelliti americani e giapponesi. La missione Artemis 1 terminerà con uno splashdown davanti alla California.

Ore 9.10 «Si sono aperte le nuove vie dell'esplorazione spaziale»: così il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giorgio Saccoccia, ha commentato il lancio di Artemis 1, la missione senza equipaggio diretta all'orbita lunare. Una missione, ha detto, che «conferma il ruolo importante dell'Italia nell'esplorazione spaziale». Il nostro Paese, con l'Asi e l'industria ha infatti contribuito al Modulo di servizio europeo (Esm), un elemento cruciale della capsula Orion lanciata oggi dal più grande razzo mai costruito, lo Space Launch System (Sls).

Ore 8.35 Per la prima volta una tecnologia europea fornisce energia e sistemi vitali a un veicolo spaziale americano: lo ha detto in un tweet il direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), Josef Aschbacher, riferendosi al Modulo di servizio europeo (Esm) della capsula Orion. «Per la prima la Nasa utilizza un componente europeo per alimentare un veicolo spaziale americano», ha scritto Aschbacher riferendosi all'insieme delle tecnologie che forniscono alla capsula energia e sistemi vitali, molte delle quali sono state realizzate in Italia, grazie alla collaborazione fra Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l'industria, con Leonardo e Thales Alenia Space (Thales-Leonardo).

Ore  8.01 Il primo stadio e i due booster (razzi ausiliari a propellente solido simili a quelli del programa Shuttle) si staccano dopo avere portato in orbita l'Sls: il secondo stadio effettua una breve accensione per portarsi alla quota "nominale" (regolare) insieme alla navicella Orion. Insieme faranno un giro e mezzo attorno alla Terra prima di fare rotta verso la Luna. Intanto la capsula della Boeing con modulo di servizio italiano ha dispiegato i pannelli solari.

Ore 7.48 Motori accesi, un boato e il razzo Sls decolla avvolto dalle fiamme che squarciano la notte a Cape Canaveral. Il missile accellerà fino a raggiungere i 28.800 chilometri orari.

Ore 7.38 Ci siamo, ripartito il conto alla rovescia da meno 10 minuti.

Ore 7.34 I tecnici della Nasa hanno rimosso dall'esterno della capsula Orion dei frammenti di “mastice” residui dell'assemblamento della navicella che in caso di distacco potrebbero danneggiare il resto del sistema di lancio. Problema risolto. Confermata la finestra di lancio fino alle 9.04

Ore 7.02 Conto alla rovescia fermato a meno 10 minuti con riconferma della finestra lancio fino alle 9.04. Sono stati richiesti ed effettuati con successo le operazioni di sostituzione di un cavo-interruttore ethernet che collega la navicella Orion alla rampa 34 A, la stessa delle missioni Apollo. Nei giorni scorsi il maltempo ha causato qualche piccolo danno al sistema di lancio Sls: tutto è stato risistemato in una giornata.  

Ore 7 Confermata la finestra di lancio dalle 7.04 alle 9.04.

Ore 6.35 C'è il "go", via libera anche per quanto riguarda le condizioni meteo su Cape Canaveral. Tutto deve essere perfetto per non compremette la missione del razzo in grado di portare fino all'orbita lunare un carico di 30 tonnellate. Il primo stadio ha quattro motori RS-25 a idrogeno e ossigeno liquidi, che riportano ai propulsuri dello Space Shuttle. Il secondo stadio, totalmente nuovo, ha agganciato la navicella Orion: tra secondo stadio e modulo, su cui viaggiano tre manichini, c'è un settore ad anello che ospita dieci cubesat (satelliti grandi come una scatola da scarpe) degli Stati Uniti, del Giappone e dell'Italia: è il videoreporter  Argomoon di Argotec di Torino.

Ore 6.10 Sale l'attesa anche fra le centinaia di tecnici italiani che vedono in cima al razzo (98 metri) il frutto di anni di lavoro. Sulla navicella-modulo Esm di Airbus commissionato all'Agenzia spaziale europea si concretizza il ruolo delle aziende italiane a cominciare da Leonardo, Thales Alenia Space con l'aiuto anche di Aviotec, Criotec, Alfa Meccanica, Dtm-Technologies e Cbl Electronics. Le riprese del distacco della navicella diretta alla Luna dopo la prima orbita attorno alla Terra saranno poi effettuate dal nanosatellite ArgoMoon, realizzato da Argotec per conto dell'Agenzia spaziale italiana. Il coordinamento è dell'Agenzia spaziale italiana.

Ore 6.04 La Nasa fa sapere che è terminato regolarmente il caricamento dei serbatoi del razzo principale dello Space Launch System è terminato. Confermata la finestra di lancio che inizia alle 7.04.

La missione

Artemis 1 è il primo tentativo dell'uomo di tornare sulla Luna con il programma in tre fasi che riprende il programma Apollo interrotto nel 1972. Il maiden flight senza equipaggio del razzo più potente costruito finora, lo Space Launch System (Sls), della Nasa  è stato tentato la rima volta il 29 agosto, ma il conto alla rovescia è stato bloccato a meno 40 minuti dal decollo per un insieme di problemi che gli accertamenti hanno poi ridimensionato. Importante il contributo italiano alla missione alla quale parteciperanno, nella seconda metà del decennio, anche astronauti con il tricolore sulla tuta spaziale. Dopo Artemis 1 l'anno prossimo è prevista la prima missione con equipaggio (adesso sulla capsula ci sono i manichini-tester Moonkin Campos, Helga, Zohar e il pupazzo Shaun, la pecora) che orbiterà attorno alla Luna e quindi nel 2025 l'allunaggio con il primo passo affidato a una donna. Date comunque da prendere con prudenza perché di problemi da risolvere ve ne sono ancora tantissimi.

La diretta della Nasa

Qui la diretta dell'Agenzia spaziale italiana

E' dal 1973 che un razzo di queste dimensioni e di questa potenza non decolla da Cape Canaveral (missione Skylab), mentre l'ultimo viaggio verso la Luna risale all'anno prima con Apollo 17: sulle spiagge di fronte al Kennedy Space Center sono attese oltre 400mila persone. Da allora ad oggi l'epopea dello Space Shuttle terminata nel 2011, una fase dell'esplorazione spaziale a cui risalgono in realtà le principali tecnologie del razzo Space Launch System alto 95 metri.

Un razzo “vecchio”, una navicella all'avanguardia

La simulazione del volo della navicella Orion

Di fatto un razzo figlio del passato in particolare per i motori e i booster non riutilizzabili se non in piccole parti e che costa, per ogni lancio, 4,3 miliardi di dollari mentre il programma Artemis, in ritardo di almeno 4 anni, ne è costati finora 95. La parte innovativa della missione è quindi la capsula Orion della Boieng il cui modulo di servizio provvederà a rifornire l'equipaggio (quattro astronauti) di elettricità, acqua e ossigeno.  

Ed è proprio in questo modulo Esm di Airbus che si concretizza il ruolo delle aziende italiane a cominciare da Leonardo, Thales Alenia Space con l'aiuto anche di Aviotec, Criotec, Alfa Meccanica, Dtm-Technologies e Cbl Electronics. Le riprese del distacco della navicella diretta alla Luna dopo la prima orbita attorno alla Terra saranno poi effettuate dal nanosatellite ArgoMoon, realizzato da Argotec per conto dell'Agenzia spaziale italiana.

Qui è possibile "tracciare" la navicella Orion con il sistema Arow messo a punto dalla Nasa.

 

Paolo Ricci Bitti


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Novembre 2022, 22:59
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