Coronavirus, l'infezione si diffonde fuori dalla Cina. Via ai controlli della febbre negli aeroporti

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di Mario Fabbroni

Di positivo c'è la conferma che sono «tutti negativi» i casi segnalati in Italia di sospette infezioni da coronavirus 2019-nCoV. Dicono infatti dal Ministero della Salute: «Le ulteriori verifiche fatte dalle autorità competenti sui casi segnalati si sono tutte rilevate negative ma prosegue il monitoraggio costante dopo la riunione della task-force ministeriale sul coronavirus (2019-nCoV)». Per la cinquantina di italiani presenti nella città-focolaio di Wuhan, sembra «molto improbabile che la Cina voglia rompere il fronte del divieto di lasciare la città», quindi gli sforzi della Farnesina per un'evacuazione di massa dei nostri connazionali non dovrebbero avere successo. Wuhan, che ha 11 milioni di abitanti, ha dedicato ben 24 ospedali alla cura e al ricovero dei contagiatio che, scondo il sindaco Zhou Xianwang, arriveranno presto a «mille casi».

TEMPERATURA NEGLI SCALI. Ieri sono anche scattate le nuove misure di prevenzione contro l'eventuale ingresso in Italia di persone colpite dal coronavirus 2019-nCoV. «Negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa viene controllata la temperatura dei passeggeri a bordo degli aerei provenienti dalla Cina», Giuseppe Ruocco, Chief Medical Officer nelle istituzioni europee e internazionali per il Ministero della Salute.

TRASMISSIONE FUORI CINA. Come clamorosamente confermato perfino dal presidente cinese Xi Jiping, la situazione è sempre più grave. I contagi aumentano ora dopo ora si è registrata in Vietnam la prima trasmissione da uomo a uomo al di fuori della Cina: la persona non aveva precedenti di viaggio in nessuna zona della Cina, ma un suo familiare aveva visitato Wuhan, la grande città da cui è partita l'epidemia. «Possibile - spiega Massimo Galli, dell'Università di di Milano e primario dell'ospedale Sacco.- che il familiare di ritorno dalla Cina in Vietnam abbia trasferito l'infezione quando non aveva ancora sintomi: è nel novero delle cose che possiamo considerare e prevedere». Caso sospetto anche in Canada.

VIRUS SIMILI. La mappa genetica del virus indica una somiglianza del 79,5% con la Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome) comparsa fra il 2002 e il 2003: entrambi utilizzano la stessa arma per aggredire il sistema respiratorio umano.

A MESSA IN MASCHERINA. Il coronavirus cambia anche le abitudini dei cattolici. Ieri si sono svolte ad Hong Kong le prime messe con l'obbligo di mascherina e con una serie di disposizioni messe a punto dalla diocesi per evitare contagi. Del virus ha parlato ieri anche Papa Francesco all'Angelus: «Desidero essere vicino e pregare per le persone malate a causa del virus che si è diffuso in Cina. Il Signore accolga i defunti nella sua pace, conforti le famiglie e sostenga il grande impegno della comunità cinese già messo in atto per combattere l'epidemia».

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Ultimo aggiornamento: Lunedì 27 Gennaio 2020, 08:21
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