Come difendersi dall'influenza, ormai surclassata dai bollettini del Covid
di Maria Rita Montebelli

Influenza, come difendersi: surclassata dai bollettini del Covid, ha colpito 305.900 persone tra il 3 e il 9 gennaio

Chi non ha fatto il vaccino annuale è più vulnerabile, picco a fine mese

Surclassata dai bollettini del Covid-19, l'influenza sta quasi passando inosservata, anche se da metà dicembre i virus influenzali stanno circolando in Europa (soprattutto al Nord) a tassi maggiori del previsto. Come segnala lo European Centre for Disease prevention and Control (Ecd). E il picco sembra essere molto vicino, fine mese o i primi di febbraio.
«Con l'allentamento di tutte le misure restrittive afferma Pasi Penttinen, esperto dell'Ecdc temo che, dopo un così lungo periodo di circolazione praticamente assente tra la popolazione europea, il virus possa allontanarsi dagli abituali schemi di circolazione stagionale e restare in Europa fino a maggio».

Influenza, ecco come difendersi

 

Il ceppo dominante quest'anno sembra essere quello H3 del virus A, che è responsabile delle forme più gravi tra gli anziani.
Per quanto riguarda l'Italia, l'Istituto di Sanità fa sapere che finora la maggior parte dei casi simil-influenzali registrati sarebbero dovuti a virus respiratori diversi da quelli influenzali, la cui circolazione al momento è ancora sporadica nel nostro Paese.

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L'ANALISI
Con i 305.900 casi registrati nella settimana tra il 3 e il 9 gennaio ha superato i 3 milioni il numero di italiani messi a letto dall'influenza. Se ne prevedono 6-7 milioni a fine stagione. L'incidenza da noi, secondo il rapporto, è pari a 5,16 casi per mille abitanti, mezzo punto in meno rispetto ai 5,67 casi per mille della settimana precedente. Un calo frutto della chiusura delle scuole nel periodo delle festività. Inoltre, come avviene dall'inizio della stagione, sono ancora i bambini i più colpiti.
Di virus influenzali se ne conoscono quattro tipi, designati con le lettere dell'alfabeto latino (A, B, C, D); quelli A e B hanno rilevanza per l'uomo. Il tipo A si distingue in vari sottotipi, in base alle diverse glicoproteine presenti sulla superficie del virus: l'emoagglutinina (HA) e la neuroaminidasi (NA). È proprio la mutazione di queste due proteine, ad eludere da una stagione all'altra la risposta del nostro sistema immunitario, che non riconosce più il virus. Per questo è necessario ripetere il vaccino antinfluenzale aggiornato ogni anno.

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Dopo un'incubazione di un paio di giorni, l'influenza esplode con un brusco innalzamento della temperatura (la febbre supera i 38°, ma nei bambini può arrivare a 39-40°), accompagnata da brividi, mal di gola, raffreddore, tosse in genere secca, dolori articolari e muscolari, cefalea, grave malessere generale e forze. Nei bambini possono comparire anche nausea, vomito e diarrea, sintomi invece in genere assenti nell'adulto. Non sono infrequenti le complicanze, soprattutto tra gli over 65, come bronchiti e polmoniti da sovrainfezioni batteriche; nei bambini possono comparire otiti e sinusiti. Possono insorgere complicanze a carico dell'apparato cardiovascolare e del sistema nervoso.
Si spera comunque che, oltre i vaccini, alcune misure anti-Covid, come l'uso della mascherina e dei gel per le mani, contribuiscano a contenere la circolazione dei virus influenzali. Ricordiamo che l'anno scorso l'influenza stagionale ha contato un basso numero di casi per scuole chiuse, locali pubblici serrati alle 18, smart working diffuso.
«In caso di comparsa di questi sintomi la cosa è evitare spostamenti e limitare il più possibile i contatti, Quindi, sottoporsi al tampone per rimuovere qualsiasi dubbio. Il trattamento raccomandato in caso di influenza è quello dell'automedicazione per attenuare i sintomi senza azzerarli. No agli antibiotici se non su indicazione medica, sì invece agli antipiretici» consiglia Fabrizio Pregliasco, Direttore scientifico di Osservatorio Influenza, virologo, ricercatore del Dipartimento di Scienze biomediche per la Salute dell'Università di Milano e Direttore Sanitario Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi.

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GLI IMMUNODEPRESSI
Come farmaci sintomatici, in caso di febbre o dolori, vanno bene paracetamolo e Fans (ibuprofene), facendo attenzione a non abusarne (il paracetamolo può dare problemi al fegato, i Fans possono provocare sanguinamenti gastrici e problemi renali). I soggetti più fragili e gli anziani, gli immunodepressi e le donne in gravidanza, in caso di influenza, dovrebbero farsi visitare dal medico, che valuterà l'opportunità di somministrare uno degli antivirali disponibili per questa malattia o un antibiotico, in caso di complicanze.

 


«I bambini- aggiunge Pregliasco - restano i principali untori perché è più difficile per loro seguire le regole di protezione. Quest'anno, con le scuole aperte e la maggiore mobilità, ci aspettiamo più casi di influenza tra i piccoli, rispetto allo scorso anno».


 


Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Gennaio 2022, 08:37
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